La dottoressa guarita: «Bergamo, voglio aiutarti»

22 Marzo 2020

La paziente-uno (dimessa ormai da giorni) autorizzata a lasciare l’Abruzzo L’Aquila per la Vita dona 200mila euro a Malattie infettive e a Rianimazione

L’AQUILA. Un altro caso ieri di positività al coronavirus nella provincia dell’Aquila, che fa salire a 19, su 20 posti disponibili, i ricoverati nell’Unità operativa complessa di Malattie infettive del San Salvatore, diretta dal professor Alessandro Grimaldi. Un reparto giunto alla saturazione, così come medici, infermieri e personale ausiliario, oltre naturalmente al 118 e alla rianimazione, i quali sono allo stremo delle forze. A Malattie infettive si spera nel miglioramento o nella guarigione di qualcuno, altrimenti il reparto non potrà più ospitare pazienti. Anche il G8 è saturo, con 6 posti occupati su 6, per ora, disponibili.
Intanto la buona notizia arriva dalla prima paziente dell’Aquila guarita. O meglio, che è stata ricoverata all’Aquila, ma si tratta della giovane dottoressa di Bergamo che era venuta in città per sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione professionale ed è stata contagiata, a Bergamo. La giovane era stata già dimessa dal San Salvatore il 13 marzo, dopo due test negativi al coronavirus, e messa in isolamento domiciliare. Dopo l’ultima risposta negativa, è stata autorizzata a tornare a casa.
La giovane dottoressa era stata la “paziente uno” al San Salvatore. Ora vuole tornare a casa «per dare una mano alla mia città», come ha riferito all’Ansa, «che vive un momento drammatico e ha bisogno estremo, di medici».
È questa l’intenzione, forte, manifestata dalla 26enne Chiara Bonini, proprio nel giorno in cui è arrivata la sua guarigione completa dal Covid-19.
«La mia città è la più colpita», spiega ancora. «La situazione è di grande emergenza, ci sono molti infetti e il numero dei decessi è molto alto. C’è tanta paura. Ora che sono guarita e libera di uscire, sento particolarmente questa esigenza di mettermi a disposizione. Come vorrei rivedere la mia famiglia, che sta bene e che ho sentito solo per telefono».
Intanto l’associazione L’Aquila per la Vita ha fatto una donazione di una cifra importante, 200mila euro, da destinare ai reparti di Malattie infettive e Rianimazione. La decisione è scaturita dopo una riunione alla quale hanno partecipato il presidente dell’Associazione Giorgio Paravano, Paolo Aloisi, componente del direttivo, il primario dei Malattie infettive, Grimaldi, il primario di Rianimazione, Franco Marinangeli, e il manager dell’Asl Roberto Testa. «I primari, insieme all’Asl, decideranno quali attrezzature comprare con i 200mila euro», hanno dichiarato Paravano e Aloisi. «Non abbiamo fatto la donazione tramite Iban o altro, ma abbiamo messo la somma a disposizione dei due reparti».
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