La famiglia di Sara: «Condanniamo ogni forma di sciacallaggio, chiediamo rispetto»

7 Gennaio 2020

Dopo il giorno del dolore, che ha visto la celebrazione della cerimonia funebre nella chiesa di Aielli Stazione, la famiglia di Sara Sforza, la 23enne morta nell’incidente stradale sulla Tiburtina,...

Dopo il giorno del dolore, che ha visto la celebrazione della cerimonia funebre nella chiesa di Aielli Stazione, la famiglia di Sara Sforza, la 23enne morta nell’incidente stradale sulla Tiburtina, chiede che non ci siano forme di «sciacallaggio» di alcun genere sulla questione.
La famiglia Barbieri-Sforza, i cui interessi legali sono tutelati dall’avvocato Tony Montagliani, al riguardo ha deciso di divulgare una nota. Nella lettera aperta, viene espressa «condanna per ogni forma di sciacallaggio, mediatico e di altra natura, che dovesse materializzarsi in questa delicata fase». Nonostante l’appello, però, la situazione legata alle vicende giudiziarie resta calda. Soprattutto alla luce delle accuse di omicidio stradale mosse dalla Procura di Avezzano nei confronti del marocchino, che avrebbe provocato l’incidente mentre era alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alcol, e che però è ancora a piede libero.
«La famiglia Sforza-Barbieri», continua la nota divulgata tramite l’avvocato Montagliani, «è unicamente concentrata sull’immane dolore causato dalla perdita della povera Sara e chiede il massimo rispetto per quanto accaduto. Con l’occasione», precisano i familiari della vittima, «si intende ringraziare tutti coloro che hanno partecipato con sincera commozione e vicinanza al lutto, nell’immediatezza della tragedia e durante le esequie». Ai funerali hanno partecipato tantissime persone e sia la chiesa che il sagrato erano affollati. Il ringraziamento della famiglia va in particolare «alle tantissime persone, le istituzioni, i sindaci con in testa quello di Aielli e la Misericordia». In controtendenza, alla presenza dei primi cittadini di numerosi comuni, è stata però fatta notare da più fronti l’assenza delle istituzioni regionali e anche dei parlamentari, subito intervenuti nell’immediatezza dell’accaduto, ma tutti assenti al momento della condivisione del dolore. (p.g.)