La famiglia Rainaldi: addio investimenti

Scipioni, titolare della concessionaria Fiat: per noi un doppio danno, non ho potuto accedere neppure ai fondi Por
L’AQUILA. «L'economia aquilana è ferma. In questo territorio stiamo messi molto male, investiti in pieno dalla crisi. La restituzione delle tasse è una questione di sopravvivenza».
Nino Scipioni è titolare dell'omonima concessionaria di auto Fiat. Una delle aziende storiche della città. Con il sisma ha subìto notevoli danni: ha dovuto rimettere in piedi l'attività, attrezzarsi, rimboccarsi le maniche. Come decine e decine di altri imprenditori. Oggi non ci sta a sopportare quella che etichetta come «una palese ingiustizia. Perché di questo si tratta», dice. Come almeno una quarantina di imprese, è al di sopra della soglia dei 500 mila euro da restituire. «La sospensione delle tasse», dice Scipioni, «è frutto di una legge dello Stato ancora valida, mai abrogata. E' assurdo che, a distanza di dieci anni, ci venga richiesto indietro un contributo dato dallo Stato per aiutarci a rimettere in piedi le aziende». Scipioni porta come esempio il suo caso personale. «Avendo usufruito della sospensione delle tasse», dice, «non ho avuto accesso ai fondi regionali Por. Un doppio danno per la mia azienda».
Le notizie che rimbalzano, i decreti, le proroghe sono un continuo stillicidio per le imprese aquilane che attendono di sapere, con certezza, cosa fare. «Cercheremo di dimostrare il danno subìto», afferma Scipioni, «lo Stato ci sta richiedendo delle somme che abbiamo contabilizzato come contributo, in bilancio, sulle quali abbiamo anche pagato le tasse. Soldi che, nel mio caso, sono serviti a rimettere in piedi la concessionaria».
Nell'elenco delle aziende colpite dallo Stato, figurano anche Vibrocementi L'Aquila, Lvs ed ex Fiap, tutte della famiglia Rainaldi. Tre realtà produttive con una lunga storia alle spalle, coinvolte per oltre 1 milione di euro.
«Le nostre aziende, che operano nel settore dei prefabbricati, sono solide, ma questa operazione delle tasse sta minando le fondamenta di moltissime imprese». Ezio Rainaldi, uno dei paladini della battaglia contro la restituzione delle tasse, stavolta si spoglia del ruolo di rappresentante di Confindustria. Parla solo come imprenditore. L'amministratore delle tre imprese è Giorgio Rainaldi, ex presidente di Confindustria e della Camera di commercio aquilana. Nomi noti, che hanno fatto la storia della città, ma che adesso sono coinvolti in prima persona. «Con una spada di Damocle come questa è difficile anche investire», sottolinea Rainaldi, «riteniamo di poter scongiurare la restituzione e lo dimostreremo con le perizie, in quanto abbiamo subìto danni ingenti, sia strutturali che di calo di fatturato. Paradossalmente, ci siamo trovati a dover affrontare l'aggressione di decine e decine di ditte che arrivavano da fuori per partecipare ai bandi sui prefabbricati. In quel momento, non abbiamo potuto sfruttare questa potenzialità del territorio».
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