La festa dei lavoratori? Non alla Cartiera Burgo

Preoccupa il mese di silenzio sul possibile progetto di riconversione I sindacati: «La politica torni a occuparsi del caso per assicurare un futuro»
AVEZZANO. Per i lavoratori della Cartiera Burgo di Avezzano quello di oggi non è un giorno di festa. Un mese fa l’annuncio da parte del sindaco Gianni Di Pangrazio: entro la fine di marzo ci sarebbe stato il nome dell’investitore con cui i vertici della Burgo avrebbero avviato la trattativa per la riconversione. Da allora solo silenzio. Tanto che le speranze, che lo stesso annuncio aveva generato nei 100 lavoratori che in questo momento stanno lavorando nello stabilimento di Avezzano, sono quasi del tutto sparite. Attualmente si continua solo a tagliare la carta prodotta in altri stabilimenti. Quasi tutti i dipendenti sono impegnati nel reparto di allestimento, altri si occupano della linea di produzione, ormai spenta da quasi un anno, in attività di mantenimento e salvaguardia dell’impianto.
Per non far arrugginire la macchina. Un’altra quarantina di persone, sempre sul libro paga dello stabilimento di Avezzano, è dislocata in altre fabbriche d’Italia: una quindicina a Sora, altri divisi tra Verzuolo (Cuneo), Tolmezzo (Udine) e Sarego (Vicenza). Fino a qualche mese fa la “parola chiave” per la salvezza di Avezzano era il “cartoncino”.
Dopo l’ultimo incontro al Ministero dello sviluppo economico è stato accertato che l’attenzione per l’azienda era verso tre possibili investitori. Si era parlato del possibile arrivo di un nuovo partner, che sarebbe entrato in maggioranza in una nuova società e che avrebbe determinato il passaggio al cartone ondulato con grammatura leggera. Un particolare tipo di cartoncino che sul mercato italiano si piazza con un quantitativo complessivo di 500mila tonnellate. Oggi l’incertezza dei lavoratori nasce anche dalle notizie apprese dalla stampa nazionale sulla ristrutturazione in corso da parte del gruppo Burgo, legato al nome della famiglia Marchi.
«La vera situazione del gruppo Burgo la conoscono in pochi» commenta Gianluca Marianella, della segreteria provinciale della Slc-Cgil, «attendiamo l’esito della riunione del cda con la speranza che ci sia fatta chiarezza sulle dinamiche aziendali. Sullo stabilimento di Avezzano sappiamo solo che le trattative con soggetti interessati alla riconversione del sito vanno avanti, ma c’è bisogno di altro tempo. Finora la politica del territorio si è interessata e ci ha sostenuto, ma ora più che mai chiediamo a tutti e in particolare al vicepresidente, Giovanni Lolli, che ci ha seguito dal primo giorno, di continuare a monitorare la situazione e fare pressione affinché si accorcino i tempi per garantire un futuro alla nostra cartiera».
Magda Tirabassi
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