La festa rosa nella città che riparte

Emiciclo, Fontana Luminosa, negozi, palazzi imbandierati dal colore della corsa. Funamboli della bici in piazza
L’AQUILA. È arrivato il Giro d’Italia, e la città lo ha accolto colorandosi di rosa.
Emiciclo, Fontana Luminosa, negozi, palazzi, tutti abbelliti con inserti del colore della corsa. E tante Maglie Rosa nei bar cittadini e in molti altri esercizi commerciali, palloncini dello stesso colore nei negozi, torte nelle vetrine delle pasticcerie a tema del Giro d’Italia.
TUTTO ROSA. Anche il tunnel di tubi Innocenti realizzato da poco – a causa del palazzo a rischio – lungo la parte alta di corso Vittorio Emanuele, dai Quattro Cantoni alla Fontana Luminosa, accoglie i tantissimi visitatori abbellito da graziosi palloncini rosa.
L’arrivo del Giro d’Italia è stato un vero e proprio tripudio di rosa, una vera festa.
I commenti degli aquilani e dei turisti sono entusiasti.
Per chi ha seguito l’arrivo della tappa del Giro in televisione, c’è chi dice di aver tolto l’audio «per evitare di arrabbiarsi sentendo qualche strafalcione nella diretta». E per qualcun altro «forse le immagini hanno indugiato un po’ troppo sulle macerie».
Ma sono piccolezze, di fronte alla fiumana di gente che ha invaso la città.
«IN 800 MILIONI». L’Aquila in rosa ha conquistato tutto. «Ci hanno visto in 800 milioni», commenta Luca, del bar del Corso. Magari la cifra è un tantinello esagerata, ma in fondo, chi gliela contesta?
Piazza Duomo è un tripudio di bancarelle degli sponsor al seguito della carovana rosa, che già dal mattino si erano posizionate per accogliere i tanti appassionati e curiosi.
Dal palco hanno lanciato gadget, dando scherzosamente anche indicazioni sulla tecnica più efficace per acchiapparli al volo: «Ah no, signora, doveva spostarsi a destra!». Davanti al Duomo, i funamboli in bicicletta salgono sulle fioriere e saltano verso la fontana a piedi piazza.
I FUNAMBOLI IN PIAZZA. Un salto di tre metri partendo da fermi, come se la forza di gravità per loro non esistesse o non avesse lo stesso valore dei comuni mortali. Alla Fontana Luminosa passa il furgone che deve accalappiare i cani randagi.
L’ACCALAPPIACANI. Una signora nasconde il suo pastore Bernese, mentre davanti al Palazzo dei Combattenti un signore non trova migliore soluzione che prendere in braccio il vivacissimo cucciolo di pastore Belga nero, evidentemente troppo eccitato dal rullo di tamburi dei Bandierai dei Quattro Quarti, perché la sua gioia possa essere regolata da un banale guinzaglio.
LICEO MUSICALE. Lungo il corso c’è una piccola isola di pace, al suono della musica classica degli studenti del Liceo Musicale. Al Castello Cinquecentesco c’è lo street food, le correnti d’aria portano gli effluvi degli arrosti e anche dei fritti lontano dalla folla.
C’è chi aveva preso posizione lungo la strada già da tre ore prima, o aveva parcheggiato il camper lungo la strada, verso Santa Maria degli Angeli, al curvone di Porta Napoli.
ZONE ROSSE. Gli addetti del Giro d’Italia hanno avuto un bel da fare nel districarsi con i navigatori satellitari, lungo le strade di una città ancora in ricostruzione.
«Guardi che per uscire deve passare da lì», urla il residente arrivato in soccorso del tecnico televisivo straniero, perso in una zona rossa in via Cola dell’Amatrice.
«Ce ne vorrebbero venti all’anno, di giornate simili», hanno detto in molti. Sì, ma forse bisogna anche imparare bene a organizzarsi per accogliere simili eventi.
Sono stati coinvolti, anche se in sordina, anche i tanti atleti che sono arrivati – anche loro ieri – in città per i Campionati nazionali universitari.
CAMPIONATI UNIVERSITARI. Sono loro, infatti, che da oggi, passata la festa e l’entusiasmo per l’arrivo del Giro d’Italia, animeranno la città – per una settimana e non per un solo giorno, con gli alberghi tutti sold out – con la loro presenza e il loro entusiasmo. Anche in questo caso, però, peccato che L’Aquila non sia ancora pronta a questo tipo di eventi: molte delle gare sportive vengono svolte nelle palestre delle scuole Alighieri e Patini, dove il pubblico non è ammesso, per questioni di sicurezza.
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