La fiera della discordia Berghella: città mortificata

Per la presidente della Dmc occorre puntare su qualità e prodotti tipici locali La Cna si difende: polemiche fuori luogo che non producono effetti positivi
SULMONA. «La fiera dell’artigianato e dei prodotti tipici, che ha affollato il o centro storico nel giorno di Pasquetta, penalizza e mortifica per l’ennesima volta la nostra città, rappresentando di fatto un’altra occasione persa per proporre la riscoperta del gusto e la valorizzazione del prodotto tipico e dell’artigianato, elementi che sono alcuni dei nostri punti di forza». La presidente della Dmc, Anna Berghella, non usa giri di parola per definire la fiera di Paquetta, «una manifestazione deleteria per la città».
«Se da un lato disponendo bancarelle indistinte di scarpe, bigiotteria e abbigliamento non si tutela l’immagine della città, dall’altra non si sostengono la preziosità dei sapori e l’importanza delle tradizioni locali rappresentate dai nostri produttori e dai nostri artigiani», aggiunge la presidente della Dmc, l’associazione che raccoglie oltre 300 tra ristoratori, operatori economici e turistici del territorio, «la nuova amministrazione non potrà esimersi dall’aprire una riflessione profonda e concreta, che punti ad una visione più aderente all’ampio patrimonio cui una fiera può attingere, affinché possa realmente portare benefìci in termini di qualità dell’offerta e di crescita economica delle piccole realtà, che vanno tutelate e incoraggiate».
Limitare la provenienza dei prodotti da collocare negli stand, approvando esclusivamente quelli del nostro territorio, secondo Berghella, è una scelta che, però, da sola non determina certezza nella qualità. «Bisogna quindi creare una selezione, come si fa già da tempo in altre nazioni, concedendo un “patentino di qualità e territorialità” che, garantendo la filiera corta» conclude la presidente della Dmc, «immetta sul mercato solo materie prime di livello ed artigianato storico e caratteristico nonché formazione degli operatori».
Posizioni condivise dal presidente di Ascom Fidi Claudio Mariotti.
Ma dalla Cna, che ha promosso l’iniziativa, non sono per nulla d’accordo. «Una polemica fuori luogo», afferma il responsabile della Confederazione degli artigiani di Sulmona, Teodoro Marini, «si tratta di un’opinione soggettiva di persone che vogliono tirare l’acqua al proprio mulino. Noi le critiche ce le prendiamo e sappiamo che alcune cose vanno migliorate. Però, da qui a pensare che non si debba fare nulla ce ne passa. In cantiere c’è un progetto più ambizioso nel quale contiamo di coinvolgere artigiani e non solo. È su questo solco che bisogna proseguire portando un contributo fattivo e non stroncando quelle poche iniziative che vengono realizzate grazie all’impegno di persone che hanno solo a cuore il bene della città».
Claudio Lattanzio
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