La figlia Elena disperata: «Non la vedevo da 3 anni»

3 Settembre 2017

MONTEREALE. «Mamma non la vedevo da quasi tre anni ormai. Non me l’hanno fatta vedere neanche adesso che mi ha lasciato, che non c’è più». La signora Elena parla a voce bassa. Accanto a lei la nuora...

MONTEREALE. «Mamma non la vedevo da quasi tre anni ormai. Non me l’hanno fatta vedere neanche adesso che mi ha lasciato, che non c’è più».
La signora Elena parla a voce bassa. Accanto a lei la nuora le dà coraggio. La tragedia è piombata sulla famiglia Ceci in un sabato come tutti gli altri. Nessuno avrebbe mai immaginato un finale del genere per una storia ricca di tante pagine, la maggior parte delle quali dolorose. Come quelle che la donna decide di raccontare al Centro. Nell’abitazione di famiglia di Piedicolle di Montereale, a pochi passi dal ristorante “La Monachina” – storico punto di riferimento per la ristorazione dell’Alta Valle dell’Aterno – gestito dai Ceci (i figli hanno aperto un altro locale a Paganica, la Monachina 2.0), il dolore entra senza bussare.
«CATTIVERIE». «Non sappiamo nulla», dice la signora Elena, che è stata chiamata dai carabinieri, dai quali ha ricevuto la notizia del ritrovamento del corpo senza vita dell’anziana madre. Da lì è cominciata la triste procedura delle formalità. La testimonianza della donna, resa anche agli investigatori, è drammatica. «Siamo scappati subito, appena ci hanno avvisato della tragedia. Ma non ci hanno fatto vedere mamma. Sono ormai quasi tre anni che va avanti questa storia. Che tutti conoscevano, in paese e anche oltre. Lo sapevano tutti. Visto che ci veniva impedito di vedere nostra madre», prosegue il racconto della donna, «abbiamo fatto anche delle segnalazioni, più di una volta. Mio fratello non apriva la porta di casa a nessuno. Quante cattiverie. Neanche al sindaco, neanche ai carabinieri. Nemmeno a loro. Non sapete quante volte ci abbiamo provato. Ma non c’è stato niente da fare. Fino a quella telefonata che mi è arrivata. Sono andata in caserma e mi è stato raccontato tutto. Ma i particolari non li conosco. Non me li hanno detti. Ho saputo soltanto che mamma stava nel letto, là l’avrebbero trovata. Non so neanche da quanto tempo sia successo. Certo, era molto anziana, ma adesso voglio sapere tutta la verità sull’accaduto. Perché siamo arrivati fino a questo punto non lo so. Spero di saperlo».
DALLA FRANCIA. Elena ha due sorelle, Cecilia che vive in Francia e Anna che risiede a Roma. Anche loro, in occasione del ritorno al paese natio, hanno provato più volte a visitare la mamma. Ma il trattamento riservato loro dal fratello era stato sempre lo stesso. Alcuni paesani, che preferiscono mantenere l’anonimato, raccontano di averle viste piangere disperatamente mentre raccontavano l’assurda storia dei dissidi familiari. Anche di recente c’era stato un ulteriore tentativo di incontrare l’anziana donna, ma senza esito. Anche stavolta. Di lì la decisione di rivolgersi ai carabinieri.
IL PAESE DEGLI EVANGELICI. Busci, un pugno di case in mezzo ai boschi dell’Alta Valle dell’Aterno, frazione del Comune di Montereale, è noto per essere il paese che ospita ormai da anni una comunità di religione evangelica pentecostale. Un culto che si fa risalire al 1930 e che ha praticamente diviso in due il paese. Ottanta residenti, metà cattolici e metà evangelici. Superate le iniziali diffidenze, i due gruppi sono ora integrati. Non c’è tanta voglia di parlare di una vicenda che correva di bocca in bocca ormai da tempo, ma che soltanto ieri ha avuto l’epilogo che ha colto tutti di sorpresa. Davanti a quella casa con la recinzione alta in cima alla collinetta salendo a destra dopo il cartello Busci tutti sono passati e ripassati in questi anni. Nessuno ha bussato, nessuno ha chiesto. Oggi tutti piangono.(e.n.)
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