La Fondazione Carispaq acquista il villino Cimarosa

11 Ottobre 2018

AVEZZANO. Fondazione Carispaq a un passo dal villino Cimarosa: il passaggio di quel pezzo di storia di proprietà del Comune di Avezzano all’istituzione senza fini di lucro, presieduta da Marco...

AVEZZANO. Fondazione Carispaq a un passo dal villino Cimarosa: il passaggio di quel pezzo di storia di proprietà del Comune di Avezzano all’istituzione senza fini di lucro, presieduta da Marco Fanfani, per la riqualificazione e valorizzazione in veste storico-culturale, sarebbe cosa fatta. L’operazione – blindata a Palazzo di città – sarebbe stata portata a termine, con il via libera del consiglio di amministrazione, a un prezzo che si aggira tra i 210 e i 220mila euro. Un evento per la città, in particolare per il quartiere di Borgo Pineta, da tempo in attesa di rivedere quella splendida struttura di un tempo, da anni nel degrado più totale, nella sua forma migliore. Per molto tempo al centro della cronaca sia per il degrado interno ed esterno, che per le occupazioni abusive ai tempi del sindaco Mario Spallone, ora il villino Cimarosa, che durante la Seconda guerra mondiale era occupato dal comando dei tedeschi, è destinato ad assurgere a nuova vita. Stavolta, dopo gli altri tentativi finiti in un nulla di fatto, sia ai tempi del sindaco Antonio Floris (2011), sia del suo successore Giovanni Di Pangrazio (2013), l’amministrazione di Gabriele De Angelis avrebbe colto nel segno: la Fondazione Carispaq è pronta a salvare quel pezzo di storia cittadina e riportarla agli antichi splendori. L’operazione filantropica allunga la lista degli interventi dell’istituzione in città dove, negli ultimi anni, ha sostenuto in misura determinante sia la riqualificazione della fontana di piazza Risorgimento, sia dell’ex scuola Montessori, trasformata in un centro culturale. Ora l’intervento economico alle porte toccherà il villino Cimarosa: stavolta, però la Fondazione Carispaq interverrà in veste diversa, poiché non si limiterà a finanziare la riqualificazione, ma prenderà in carico quella vecchia struttura sottoposta a vincolo – nell’area del “Concentramento” – per mettere in cantiere il progetto e poi le opere di riqualificazione dell’immobile, che il Comune ha liberato dall’amianto, e trasformarlo in un Centro di promozione culturale e Museo alla memoria. Ora si attende solo il passaggio di consegne a Palazzo di città.
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