La frana compie otto anni Via Turati dimenticata

12 Gennaio 2017

L’11 gennaio 2009 crollo, transenne ed eterni lavori in corso. Nulla è cambiato I residenti temono per le loro case: «È uno scandalo, appelli inascoltati»

SULMONA. Sono passati esattamente otto anni dalla frana sulla Circonvallazione Orientale e le transenne con la scritta “lavori in corso” sembrano un’ulteriore presa in giro nei confronti dei residenti. Era l’11 gennaio del 2009 quando un buco si aprì sulla Circonvallazione, facendo franare nel degrado un intero quartiere residenziale della città. E in particolare in via Filippo Turati, ribattezzata da chi ci vive in via “Franati”, il tempo sembra essersi fermato a otto anni fa. Sporcizia, cassonetti rotti, transenne crollate, pericolosi cedimenti del terreno e assenza di parcheggi, segnaletica, illuminazione notturna, tombini e caditoie funzionanti. Il quartiere limitrofo alla villa comunale,sprofondato nel più assoluto abbandono, è costituito per lo più da villette liberty che affacciano su rastrelliere in ferro anti-parcheggio crollate in alcuni punti (ora sotto il peso della neve) e puntellate in altri, con erbacce che le rendono ancor più pericolanti. Nonostante le petizioni, le proteste e i cartelli provocatori dei residenti. Come quelli sui passi carrabili, diventati “franabili”. «È uno scandalo, ma sinceramente non abbiamo più la forza di arrabbiarci o indignarci, ormai siamo sconfortati», protesta Salvatore Presutti, che vive in via Turati. «Questo, però, non ci ha impedito di andare a parlare coi vari assessori ai lavori pubblici che si sono succeduti in questi anni. Ma noi continuiamo a stare così, senza parcheggi per le nostre auto e con le transenne perenni fuori dalle finestre. Sono una persona molto ligia e ho preso, però, diverse multe».

Effettivamente, sulla strada insiste un divieto di sosta che di fatto impedisce il parcheggio ai residenti, posto come precauzione per eventuali altri crolli. «Da tutti questi anni a questa parte l’unica cosa che è cambiata è che i vigili urbani sembrano essere più clementi», aggiunge Rosanna Cipriani, una residente, «nel senso che si devono finalmente essere resi conto che non avendo altre soluzioni siamo costretti a parcheggiare qui. Altrimenti all’inizio le macchine venivano anche portate via dal carroattrezzi. Per il resto, nulla sembra essere cambiato in questa strada».

Per la sistemazione di via Turati il Comune di Sulmona stanziò con l’amministrazione Ranalli 110mila euro, che si aggiunsero ai 500mila per il dissesto idrogeologico coperti dalla Regione. Si resta, invece, ancora in attesa del progetto complessivo di riqualificazione di piazza Ruggeri e dell’intera zona, che rientrano nel collettore turistico, finanziato coi Fas (Fondi aree sottoutilizzate). A ciò, va aggiunto che – secondo alcuni residenti che hanno le loro case sulla strada, lato stadio comunale – la strada continuerebbe a franare a valle, a giudicare dalle crepe e dalle rotture di muretti e ringhiere di cinta dei loro giardini. «Ricordo che, quando ero bambino, in quella parte ci si andava a rifugiare durante la Seconda guerra mondiale in caso di bombardamenti», racconta Oreste De Deo, che vive in quella strada. «È probabile, dunque, che sotto quelle case ci siano dei tunnel sotterranei che rendono ancor più instabile il terreno».

Da quando sono terminati i lavori sulla frana e la zona è stata giudicata ad alto rischio idrogeologico, le transenne delimitano il baratro sul parco fluviale e sul piazzale Ruggieri, con l’ascensore scandalo entrato in funzione per pochi mesi prima di marcire e arrugginire al centro di una scalinata fatiscente e lurida che porta all’area camper.

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