La Francini: «Noi donne siamo dramma e tragedia»

L’artista si racconta: «Anche se da piccolina ero ansiosa mi piace quel che faccio Sono molto legata al Giffoni film festival, il contatto coi ragazzi mi affascina»
AVEZZANO. Artista brillante, che seduce con lo sguardo e conquista con la parola, questo e molto altro è Chiara Francini. Un talento esplosivo che le permette di muoversi dal teatro alla televisione, passando per il cinema.
Dopo il grande debutto al Teatro dei Marsi il 9 febbraio, con lo spettacolo “Due”, che la vede protagonista assieme a Raoul Bova, è tornata ad entusiasmare la platea marsicana, riscuotendo, ancora una volta, un grandissimo successo, che ha portato il Teatro dei Marsi a registrare il tutto esaurito. Irrefrenabile e carismatica, brillante nei ruoli e nel temperamento, un’attrice completa che deve la sua bravura anche ad una solida formazione classica, come spiega lei stessa in un’intervista rilasciata poco prima del secondo spettacolo.
Lei è nata a Firenze, ha frequentato il Liceo Ginnasio Dante e poi si è anche laureata in lettere con 110 e lode con una tesi in italianistica. Dopo però ha preso tutt’altra strada. Cosa l’ha fatta appassionare e l’ha spinta a voler lavorare nel mondo dello spettacolo?
«Mi sarebbe piaciuto continuare la carriera universitaria. Durante gli studi ho iniziato anche a lavorare. Contemporaneamente all’università frequentavo l’Accademia drammatica. Dopo la tesi ho vinto una borsa di studio come product manager nel settore della moda e così sono entrata nel mondo del lavoro. Nel frattempo mi hanno chiamata per fare degli spettacoli e, con grande dolore di mia madre, che voleva che rimanessi a Firenze, mi sono trasferita a Roma».
Cosa ne pensa del Liceo Classico e di come viene visto oggi?
«Sono una fautrice del Liceo Classico e ne sono molto affezionata, ricordo con molto piacere anche i miei professori, sono delle persone straordinarie. Gli anni che ho passato al liceo stono stati quelli più belli della mia vita, sebbene fossi molto emotiva. Quello che sono lo devo per lo più a loro. L’università l’ho fatta con grandissima facilità grazie al metodo acquisito con gli studi classici. Ero brava, però nel corso del tempo ho incentivato e affinato capacità sempre maggiori».
Lei ha raggiunto notorietà attraverso ruoli comici, ma nella sua carriera, soprattutto quella teatrale, si è cimentata anche in parti drammatiche. In quale delle due vesti si sente più a suo agio?
«Noi donne siamo tutto, il dramma e la tragedia, Aristofane e Sofocle. Scelgo i miei ruoli in base a quelle che sono maggiormente le mie caratteristiche».
È più difficile il mestiere di conduttrice o di attrice?
«L’attrice di teatro è qualcosa di profondamente adrenalinico, perché c’è un contatto diretto con il pubblico. Molto emozionante è anche lavorare in televisione come conduttrice quando si tratta di una diretta. Devo dire che, anche se da piccolina ero ansiosa, mi piace molto quello che faccio e sono sempre abbastanza tranquilla, anche prima di uno spettacolo. Inoltre, penso sempre a quello che mi ripeteva mia madre, ovvero, che se non è un qualcosa che nuoce alla salute, andrà sicuramente bene».
A proposito di televisione, lei ha affiancato Pippo Baudo nell’ultima edizione di Domenica In. Com’è lavorare con lui?
«Sono orgogliosa di lavorare con Baudo. Lui è meraviglioso. Un maestro, una persona di classe, un uomo molto colto. Baudo è la televisione. Si fida di me ed è un grande piacere stare con lui».
Come si è creato il duo teatrale con Raoul Bova?
«Mi è stato proposto dal regista. Già conoscevo Raoul, c’è una grande affinità tra noi. Siamo una coppia divertente ed empatica. Non potevo assolutamente perdermi quest’occasione».
Quale dei molti premi ricevuti l’ha resa più orgogliosa?
«Sicuramente quello ricevuto al Giffoni film festival. Le domande che mi hanno fatto erano deliziose, soprattutto quelle dei bambini. È un festival bellissimo dedicato ai giovani, si respira una grande gioia e proprio per questo mi piace molto».
Sappiamo che ha girato un film tv a Santo Stefano di Sessanio. Il nostro territorio le piace?
«È stato bellissimo. Le stanze dell’albergo replicavano quelle che erano le antiche dimore, e quindi era come vivere in una favola. Le strade, il paesaggio, creavano un’atmosfera straordinariamente magica. Tra l’altro sto scrivendo anche un romanzo in cui parlo di questo posto».
Beatrice D’Amico
Laura Trapasso
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