La Gargano: la ricostruzione pubblica è di tutti i cittadini

16 Ottobre 2018

L’AQUILA. «La ricostruzione pubblica ci appartiene. Gli edifici e gli spazi comuni sono dei cittadini».Roberta Gargano, presidente del Consorzio di piazza della Prefettura e San Giuseppe Artigiano e...

L’AQUILA. «La ricostruzione pubblica ci appartiene. Gli edifici e gli spazi comuni sono dei cittadini».
Roberta Gargano, presidente del Consorzio di piazza della Prefettura e San Giuseppe Artigiano e responsabile della comunicazione del Tsa, ha scritto una lettera ai parlamentari abruzzesi, per portare la «questione L'Aquila» sui tavoli nazionali. La ricostruzione pubblica ferma al palo, mentre tutt'intorno la città rinasce.
«Ai tempi dell’avvio della ricostruzione», scrive la Gargano, «arrivai a inoltrare un ricorso straordinario al presidente della Repubblica per difendere il mio diritto a ricostruire. Dovrò farlo di nuovo per tutelare un mio diritto ed interesse altrettanto urgente e legittimo?».
PARLAMENTARI SVEGLIA! «All'Aquila, in buona parte degli aggregati del centro storico si sono costituiti i Consorzi obbligatori di proprietari e si sta procedendo ai lavori di ripristino e adeguamento, dopo la distruzione del sisma del 2009», spiega Gargano, «alcuni lavori sono terminati, altri risultano in corso. Molti edifici confinano con palazzi puntellati e fatiscenti, di proprietà pubblica, addirittura già finanziati, ma i cui lavori non partono. Il alcuni casi questi edifici pubblici si trovano all’interno degli aggregati e mettono in pericolo i tetti rifatti, i muri a confine ricostruiti, rendendo impossibile, per motivi di sicurezza, la ristrutturazione di edifici di proprietà privata che hanno ricevuto il contributo. In altri casi», evidenzia, «cittadini che sono rientrati nelle loro abitazioni in centro devono sopportare l’incombenza di questa fatiscenza, che limita transiti e zone in sicurezza e che, a dieci anni da terremoto, è diventata inaccettabile. Chiedo ai parlamentari di farsi carico del problema».
EDIFICI DEGLI AQUILANI. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato assistere alla cerimonia di consegna dei lavori della scuola elementare De Amicis all’impresa che avrebbe dovuto iniziare i lavori, ma che ha trovato l’area di cantiere chiusa da un nuovo lucchetto, apposto dalla prima impresa affidataria, che non è convinta di aver definitivamente perso l’appalto!», fa notare Gargano, «i lavori pubblici appartengono ai cittadini, mi appartengono perché di quegli edifici e di quegli spazi ne voglio godere. Il pubblico è di tutti : vorrei far capire ai tavoli nazionali che non è possibile tenere in ostaggio il Paese sugli appalti pubblici. È assurdo che qui all’Aquila ci siano già i finanziamenti e che i lavori non partano per leggi ridondanti e contraddittorie».
APPALTI E LAVORO. «L’Aquila nei prossimi anni vivrà del lavoro per la ricostruzione pubblica», conclude Gargano, «bisognerebbe rendere obbligatoria una clausola di salvaguardia sociale negli appalti, a tutela della disoccupazione nel territorio martoriato. Da cittadini dobbiamo condurre una battaglia che dall'’Aquila, dove gli eventi sono stati accelerati dal disastro, è in realtà una scommessa fondamentale per tutto il Paese. Vorrei chiedere ai parlamentari del nostro territorio di fare proprio questo appello, invitarli a interventi pressanti sui tavoli nazionali, perché la ricostruzione pubblica finalmente si sblocchi».(m.p.)
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