La Giardini domani parla di onore nel suo ex liceo
La scrittrice aquilana e docente universitaria in Olanda presenta alle 16.30 il nuovo libro nel quale affronta i cambiamenti subiti dal concetto di dignità
L’AQUILA. Francesca Giardini presenta il suo nuovo libro nel suo vecchio liceo con un interrogativo interessante: che cosa resta oggi dell’onore?
È questa la domanda che si pone la scrittrice aquilana nel suo ultimo libro. Ed è all’Aquila che domani, alle 16.30, terrà una conferenza in merito, nell’ambito del Progetto “Incontri con il Classico”, nell’Aula Magna del liceo in cui si è diplomata nel 1996. L’opera, pubblicata dalla casa editrice Il Mulino nel 2017, affronta i cambiamenti subiti dal concetto di “onore” nel tempo e il suo significato oggi. Dalle azioni militari alla vita pubblica e privata, dai duelli ai delitti (d’onore, appunto), l’autrice parla delle dinamiche di comportamento del passato.
Ma qual è oggi lo scopo dell’onore? A questo interrogativo risponde definendo l’onore «una risorsa immateriale di grande importanza, che può essere interpretato come un generale diritto al rispetto e al riconoscimento all’interno di una certa comunità, oppure può essere un valore definitorio dell’individuo».
Insegnante nel dipartimento di Sociologia dell’Università di Groningen (Olanda) e membro del Centro Interuniversitario per la Teoria delle Scienze Sociali e per la Metodologia, la Giardini concentra la sua ricerca sui meccanismi della cooperazione e, in particolare, della reputazione. Per capire a fondo il significato di questo concetto, bisogna andare indietro nel tempo. La Giardini stessa afferma in un’intervista (fonte: www.letture.org) che già «Federico il Grande diceva che l’onore è un “tratto che accomuna uomini in battaglia”, e la letteratura abbonda di duelli in cui i protagonisti sfidano chiunque abbia osato metterne in discussione l’onorabilità». Edipo, ad esempio, uccide suo padre Laio per una questione di onore, così come Ettore si scaglia in battaglia contro Achille in nome dell’onore stesso. L’autrice è inoltre convinta del fatto che non si tratti di un’idea politica di destra, come ritengono i più, in quanto spesso associata ad ambienti militari e aristocratici e dunque maschili. Al contrario, esistono casi di onore legati alla femminilità: basti pensare alle suffragette o a Lucrezia, matrona romana oltraggiata dal figlio del re Tarquinio il Superbo, morta suicida per non macchiare la sua reputazione di moglie. Nel libro precedente, La tentazione della vendetta (Il Mulino), la Giardini ha spiegato a quali bisogni risponda questo comportamento, attuale e in continuo mutamento, condizionato oggi anche dall’uso dei social network. Vincitrice del premio Best Paper dell’Aisc (Associazione Italiana delle Scienze Cognitive), la Giardini continua la sua ricerca con la partecipazione a progetti nazionali e internazionali.
Arianna Maran
Mariam Suleiman
Ludovica Cardelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

