«La giunta complice per il declassamento del nostro ospedale»

28 Agosto 2016

SULMONA. «È uno schiaffo morale all’amministrazione comunale sulmonese la decisione del Comune di Popoli di presentare ricorso al Tar contro il piano sanitario regionale, proponendo la creazione di...

SULMONA. «È uno schiaffo morale all’amministrazione comunale sulmonese la decisione del Comune di Popoli di presentare ricorso al Tar contro il piano sanitario regionale, proponendo la creazione di un polo sanitario Sulmona-Popoli-Castel di Sangro, come auspicato dalla minoranza al Comune di Sulmona». Il consigliere comunale del Pd Fabio Ranalli, all’indomani del terremoto, torna a parlare del piano sanitario regionale che ridimensiona fortemente l’ospedale sulmonese, con l’avallo dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Annamaria Casini. Mentre nei giorni scorsi la giunta comunale di Popoli ha deliberato un ricorso al Tar contro il piano sanitario regionale, varato dal commissario-presidente Luciano D’Alfonso. «La creazione del polo sanitario della Maiella, unendo gli ospedali di Sulmona, Popoli e Castel di Sangro, è stata proposta in un nostro documento, presentato nella seduta di consiglio comunale che nel luglio scorso ha discusso di sanità», sottolinea Ranalli, «però quella proposta è stata inspiegabilmente bocciata in aula, perché giunta e maggioranza ritenevano che Popoli e Castel di Sangro non fossero interessati e, invece, Popoli ha sostenuto proprio quella proposta, decidendo di ricorrere al Tar». Una soluzione che avrebbe garantito un bacino di utenza tale da rientrare nei parametri fissati per ottenere un ospedale di Primo livello senza bisogno di deroghe. E di poter dislocare le varie specializzazioni mediche nei tre ospedali del Centro Abruzzo in modo tale da poter garantire un’adeguata risposta sanitaria a tutti i residenti dell’Abruzzo interno. Invece, secondo Ranalli, l’amministrazione Casini avrebbe deciso «inspiegabilmente», di piegarsi supinamente alle decisioni del commissario D’Alfonso. Il consigliere comunale del Pd, ricordando che la Valle Peligna è area a elevato rischio sismico, sottolinea che il territorio «non può essere privato di strutture sanitarie importanti capaci di affrontare emergenze gravi come quella del terremoto. E questa ragione deve essere uno dei principali motivi a sostegno alla battaglia perché l’ospedale non sia declassato. Anche perché, negli ultimi giorni, molti esperti sono tornati a sottolineare la pericolosità della faglia del Morrone, la più lunga d’Italia, sostenendo che “prima o poi si risveglierà”. È in linea con la necessità di dotare la città di strutture pronte per affrontare qualsiasi tipo d’urgenza sanitaria e di soccorso che il consigliere di minoranza spinge affinché l’amministrazione comunale prenda sul serio la proposta di destinare la caserma Battisti a centro regionale di Protezione civile, puntando a ottenere finanziamenti per le opere necessarie all’immobile, considerando anche l’ipotesi che quell’edificio ospiti anche i vigili del fuoco, forza, per sua destinazione, connessa alla Protezione civile.(c.l.)

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