La giunta Di Nino accelera i tempi della ricostruzione

19 Maggio 2018

Pratola, il sindaco: «Cerchiamo di recuperare il tempo perso» Potenziato l’ufficio tecnico, 12 le proposte di nuovi aggregati

PRATOLA PELIGNA. Potenziato l’ufficio tecnico comunale, assegnati nove presidenti di altrettanti nuovi consorzi, 19 richieste per il cambio dell’esito delle verifiche delle case danneggiate dal sisma, 19 nuove ordinanze di sgombero con diverse richieste di autonoma sistemazione, 12 nuove proposte di aggregato, più la mappatura delle criticità del centro storico. Sono i numeri e le attività del nuovo corso che l’amministrazione comunale di Pratola Peligna, guidata dal sindaco Antonella Di Nino, sta cercando di portare avanti sul fronte della ricostruzione del centro peligno. «Stiamo ricevendo persone tutti i giorni per ridare slancio alla ricostruzione, recuperando il tempo perso, e portare avanti il nostro programma di mandato. Inoltre», ha detto il sindaco, «dobbiamo fare in modo che i proprietari di immobili che hanno subito danni dai terremoti possano vedere le loro richieste soddisfatte. Una sfida che abbiamo raccolto e che ci vede impegnati giornalmente potendo contare solo sulle nostre forze».
Il riferimento è al potenziamento dell’ufficio tecnico nel quale lavora solo personale del Comune e non personale preso in prestito da altri enti. Un impegno, però, che ha già portato a qualche risultato come la rendicontazione di 1,3 milioni di euro per lavori legati al sisma fatta a pochi mesi dall’insediamento del primo cittadino.
A dare man forte all’attività amministrativa, anche le richiese della popolazione che sta collaborando nel segnalare danni o rischi di crollo delle abitazioni. Anche per questo, mercoledì, nella sede del Comune è prevista una riunione con tutti i neo presidenti dei consorzi per fare il punto sulla situazione e spiegare le modalità operative da mettere in atto.
Inoltre, vanno avanti le attività per mappare il centro storico da parte dell’architetto Sergio Pietraforte a cui è stato affidato il compito di segnalare le zone che presentano maggiori rischi di crollo, pericoli per il passaggio delle persone o degrado urbano. Quest’ultime dovrebbero poi essere inserite in un unico strumento operativo.
Iniziative propedeutiche, quelle messe in campo, all’apertura – a partire dall’autunno prossimo – dei cantieri per la ricostruzione.
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