La grande festa del Centro comincia dalla Capitale della Cultura, pienone all’auditorium

Una lunga notte di musica, ricordi, cultura e ironia con istituzioni e tanti lettori. Il brindisi iniziale, poi la Corale 99 ha aperto il programma con molti protagonisti
L’AQUILA. Quarant'anni e non sentirli. Anzi, festeggiarli con un auditorium pieno già prima dell’evento, in una lunga notte di sorrisi, ricordi, musica e ironia. Una festa, quella di ieri per i 40 anni del Centro, con la prima tappa di un “tour” che significativamente è partito dall’Aquila, Capitale della Cultura, capace di riunire sotto lo stesso tetto istituzioni, mondo della ricerca, imprenditoria, cultura, politica, professionisti, famiglie e lettori di ogni età. Con la partnership speciale del colosso farmaceutico Dompé.
Il segnale che non sarebbe stato un appuntamento come gli altri è arrivato con largo anticipo. Le porte avrebbero dovuto aprirsi alle 20, ma già dalle 18 c'era chi tentava di conquistare un posto nelle prime file, chi proponeva scherzosamente di lasciare un foulard su una poltrona per "prenotarla" e chi, approfittando dell'attesa, trasformava il foyer in un punto di ritrovo tra vecchi amici e conoscenti.
Il primo a presentarsi è stato il direttore Luca Telese. Il caldo della serata aquilana ha consigliato di non indugiare troppo e così, alle 20 in punto, Telese e il caporedattore Domenico Ranieri hanno dato il via ai festeggiamenti. Calice in mano, davanti a un pubblico già numerosissimo, hanno spento simbolicamente le candeline. Ed è stato proprio in quel momento che è arrivato uno dei passaggi più spontanei e riusciti della serata. Invitando tutti a unirsi al coro degli auguri, Telese ha lanciato la versione rigorosamente aquilana del tradizionale ritornello: «Tanti auguri a ju Centro».
Trasformando la ricorrenza in qualcosa di identitario. Mentre il pubblico prendeva posto, l'attesa era tutta per due protagonisti annunciati: il comico abruzzese 'Nduccio e il maestro Enrico Melozzi. In prima fila sedevano il sindaco Pierluigi Biondi, il prefetto Vito Cusumano, il vicario del questore Stefano Mango, il comandante provinciale dei Carabinieri Salvatore Del Campo, il direttore editoriale Giovanni Scurti e il colonnello della Guardia di Finanza Pierfrancesco Oriolo.
Presenti anche rappresentanti dell'Esercito. Accanto a loro Lorenzo Dattoli, presidente di Confindustria Abruzzo, Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Abruzzo, il presidente aquilano Ezio Rainaldi. Nell'altra ala della platea il senatore Guido Liris, il vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente, i consiglieri regionali Massimo Verrecchia, Carla Mannetti e Pierpaolo Pietrucci, la consigliera comunale Stefania Pezzopane, l'assessore comunale Ersilia Lancia. In platea anche il sindaco di Sant’Eusanio, Deborah Visconti, il segretario generale Fp Cgil Luca Fusari, gli assessori Francesco De Santis, Vito Colonna e Fabrizio Taranta, il vicesindaco Raffaele Daniele, i consiglieri comunali Stefano Albano, Luigi Faccia, Lorenzo Rotellini, Alessandro Tomassoni e Paolo Romano. Presente anche la garante per l’Infanzia Alessandra De Febis e il presidente di Ance Pierluigi Frezza.
E ancora l'ex sindaco Massimo Cialente, Rinaldo Tordera, Ivo Pagliari presidente della Gran Sasso Acqua, Roberta Gargano del Tsa, il presidente degli avvocati Maurizio Capri con Carlo Benedetti, e numerosi medici dell'ospedale San Salvatore. Seduti accanto a Telese anche il rettore dell'Università dell'Aquila Fabio Graziosi e la rettrice del Gran Sasso Science Institute Paola Inverardi. E poi cittadini, amici, familiari e i giornalisti del Centro. Una platea altamente rappresentativa della città e dell’Abruzzo intero.
Ad aprire la serata è stata la Corale 99, accolta da un lungo applauso. Poi il giornalista Stefano Dascoli ha assunto il ruolo di padrone di casa, accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso quarant'anni di storia, non soltanto del giornale ma di un territorio profondamente cambiato. Sul palco sono saliti il sindaco Biondi e, subito dopo, Luca Telese. Il direttore ha scelto di guardare al passato senza nostalgia, ricordando come un giornale viva soprattutto nel rapporto quotidiano con le persone e con le comunità abruzzesi sparse nel mondo. Da qui il richiamo all'emigrazione e al viaggio compiuto dal Centro nei luoghi della memoria, da Marcinelle ai tanti angoli del pianeta dove gli abruzzesi continuano a sentirsi legati alla loro terra. Nel frattempo, tra gli applausi, faceva il suo ingresso in sala Enrico Melozzi. Ma a conquistare la platea è stato poco dopo 'Nduccio, protagonista di una conversazione con il caporedattore Domenico Ranieri.
«Io leggo il Centro da sempre. E sapete perché? Perché è un giornale scritto in dialetto», ha esordito, scatenando una fragorosa risata. Dietro la battuta, però, c'era un messaggio preciso: «È un giornale che parla la lingua della gente», con il tono che si è fatto più intenso quando il ricordo è andato al terremoto del 2009 e al lavoro dei cronisti, con una citazione particolare per Giustino Parisse e le cronache da Onna. Ad accompagnare i diversi momenti della serata ci hanno pensato Fabio Iuliano, con la sua voce e la sua chitarra, e Jen Forti, artista statunitense di Portland con radici italiane e ormai presenza familiare tra le strade dell'Aquila. Da lì in avanti la festa è diventata un viaggio attraverso i tanti volti della città. La ricerca con Paola Inverardi, Fabio Graziosi ed Ezio Previtali, intervistati da Giustino Parisse. La musica e le radici con Enrico Melozzi che, prima di sedersi sul palco, è sceso tra il pubblico per abbracciare un’emozionatissima Stefania Pezzopane. E poi ancora: l'impresa con Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio, intervistata da Monica Pelliccione.
La cultura con i rappresentanti delle istituzioni cittadine: Leonardo Bizzarri del Tsa, Cesare Di Martino dell’Isa e Rinaldo Tordera, dell’Accademia di Belle Arti. Il programma si è concluso con la presentazione dell’ultimo libro di Monica Pelliccione “Vi racconto L’Aquila”, insieme a Giustino Parisse. E, infine, la ricostruzione a diciassette anni dal sisma, con il direttore dell'Ufficio speciale del Cratere Raffaello Fico in dialogo con Domenico Ranieri. A chiudere il cerchio, ancora lui, 'Nduccio. Tornato sul palco per regalare al pubblico un ultimo sorriso con la sua Signorì. Con gli applausi, le ultime risate e la sensazione condivisa che quarant'anni, in fondo, siano soltanto l'inizio di una nuova storia.
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