«La Guardia di Finanza vicina alla città ferita»

Il bilancio del comandante generale, Toschi Oggi cerimonia a Coppito con Letta e Gabrielli
L’AQUILA. Il generale di corpo d’armata Giorgio Toschi ( foto), abruzzese di Chieti, comandante generale della Guardia di Finanza, in occasione del decennale, illustra al Centro l’attività delle Fiamme gialle e ripercorre le vicende degli anni post-sisma.
A dieci anni di distanza dal terremoto dell’Aquila, come intende la Guardia di Finanza ricordare quegli eventi?
«Nelle giornate del 5 e del 6 aprile, la caserma “M.O.V.M. Vincenzo Giudice”, che io sono solito definire “Tempio della Solidarietà” in quanto spalancò le porte subito dopo il sisma per accogliere Istituzioni e cittadini, resterà aperta al pubblico, per consentire di visitare quelle mura ancora così intrise di sofferenza ma anche di rinascita. Una mostra fotografica dedicata e un’esposizione dei mezzi impiegati per i soccorsi forniranno un ulteriore spunto per ricordare il ruolo fondamentale svolto dai finanzieri in quei terribili momenti. Nella notte tra il 5 ed il 6 aprile inoltre, gli Allievi Marescialli sfileranno in formazione per le vie della città in un corteo commemorativo; un insieme di divise e volti che, con la forza del ricordo e del rispettoso silenzio, renderanno omaggio alle 309 vittime del sisma. Il 6 aprile alle 10,30 presso la Scuola Ispettori, invece, un solenne alzabandiera aprirà le celebrazioni, che proseguiranno all’interno dell’Auditorium dell’Istituto, con la proiezione di una clip rievocativa dei momenti della tragedia. Vi sarà poi anche un approfondimento operativo sulle attività svolte a cui prenderanno parte anche illustri Autorità, come il dottor Gianni Letta, già sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministri e il dottor Angelo Borrelli, ora a capo della Protezione civile. Concluderà il Capo della Polizia, dottor Franco Gabrielli, all’epoca della tragedia Prefetto dell’Aquila e, successivamente, Capo della Protezione civile».
La scuola-caserma di Coppito ha ospitato gli sfollati e i capi di Stato del G8, i funerali delle vittime del sisma, divenendo centrale operativa degli apparati dello Stato dopo la catastrofe. Quale il suo ricordo personale, da abruzzese, del 6 aprile di 10 anni fa?
«Mi creda quando le dico che se per ogni Italiano si è trattato di una tragedia immane, che ha destato una viva solidarietà in tutti i connazionali, da Abruzzese, è stata una vera e propria ferita al cuore. Immaginare migliaia di persone sopraffatte nel sonno dal terremoto è stato davvero triste, e vedere distrutti molti edifici del centro storico di questa città è stato lacerante. Per mesi nella Città si è respirata un’aria di morte e distruzione e, anche tra le mura della nostra Scuola Ispettori e Sovrintendenti, si avvertiva un senso di mestizia e sconforto. Ma al tempo stesso, proprio tra quelle mura, si sviluppava un crescente senso di fratellanza e di appartenenza alla comunità nazionale, in un quadro di intensa solidarietà e silenziosa laboriosità: anche una semplice stretta di mano serviva a rasserenare, a risollevare lo spirito e infondere negli animi un desiderio di pronta ripartenza. Ed è proprio il ricordo di quei Finanzieri che mi riempie il cuore di orgoglio: uomini e donne in divisa che, in quel contesto di generosità e coraggio, hanno fatto la propria parte, fornendo un infaticabile contributo alle operazioni di soccorso e salvataggio, prodigandosi per assicurare alla collettività un’assistenza concreta. E va a tutti loro il mio ringraziamento: al personale del soccorso alpino, delle unità cinofile, delle unità aeree, delle sale operative, ovvero a tutti quei militari del Corpo, che in queste dure prove per l’Italia intera hanno messo in luce innate doti di altruismo e senso di umana vicinanza ai feriti e ai sopravvissuti, mostrando il volto migliore delle Istituzioni e dello Stato».
La medesima struttura, oggi, assicura una presenza costante di migliaia di allievi ispettori e sovrintendenti che rappresentano una risorsa per la città anche in termini di indotto. Qual è, e quale sarà, il ruolo della scuola?
«La Scuola Ispettori e Sovrintendenti ha avuto, ha e continuerà ad avere un ruolo centrale non solo per il Corpo, ma anche per il territorio aquilano. L’Istituto fu uno dei pochi edifici pubblici a non aver riportato gravi danni e ben presto diventò il punto di riferimento di tutte le operazioni di soccorso ed assistenza, il primo vero simbolo della rinascita. Non a caso è stata più volte definita sia la “Casa degli Aquilani”, che accolse nelle camerate le famiglie rimaste senza un’abitazione, che la “Cittadella delle Istituzioni”, in cui trovarono ospitalità numerosi uffici ed Enti Pubblici e in cui si svolse il G8, evento di portata internazionale. Come dimenticare l’immagine che ancora mi riempie gli occhi di lacrime dei solenni funerali nella mattina del 10 aprile, quando, sul selciato della piazza d’armi, vi erano allineate 205 bare, alcune bianche, coperte di peluche e orsacchiotti e alle spalle, la scritta stagliata sul muro della palestra, “Nec Recisa Recedit”, motto della Guardia di Finanza e, da quei giorni, frase simbolo della rinascita della città. Oggi l’Istituto è tornato alla sua naturale funzione: quella di formare e addestrare giovani allievi destinati a divenire marescialli della Guardia di Finanza. Ciò significa che qui si coltivano, si alimentano e si condividono in maniera profonda i valori morali, patrimonio consolidato della nostra Istituzione e si cura una approfondita e meticolosa preparazione tecnico-professionale per consentire ai nostri marescialli e brigadieri di operare al meglio nell’attività di servizio, sempre più complessa alla luce della vastità e della delicatezza dei compiti demandati al Corpo».
L’attività della Guardia di Finanza nel post-terremoto, dai baschi verdi impiegati nell’antisciacallaggio fino alle più complesse indagini di polizia economico-finanziaria, ha evidenziato patologie per le quali, a 10 anni di distanza, non si può ancora dire di essere usciti dall’emergenza. Qual è il bilancio?
«La Guardia di Finanza, oltre alle attività svolte a favore delle popolazioni colpite dal sisma, quale forza di polizia economico-finanziaria ha, sin dai momenti successivi al tragico evento, operato per prevenire e contrastare tutte le forme di criminalità attratte dal business della “ricostruzione”. Tale impegno si è tradotto nell’esecuzione di accertamenti e indagini di polizia giudiziaria, nonché attività operative autonomamente avviate volte alla prevenzione e alla repressione di casi di indebita percezione e di malversazione relativi alle uscite del bilancio nazionale, di quelli locali e dell’Unione Europea, di danni erariali, nonché di episodi di corruzione e di altri reati contro la Pubblica Amministrazione. Numerose sono state le persone arrestate per estorsione aggravata dal metodo mafioso, turbata libertà degli incanti, corruzione, truffa aggravata per indebito conseguimento di erogazioni pubbliche, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Di rilievo anche il numero delle persone denunciate per truffa e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, falso, peculato, abuso d’ufficio, corruzione, falsità ideologica, turbata libertà degli incanti, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. In particolare, dal 2009 ad oggi, il Corpo ha, complessivamente, condotto 363 indagini di polizia giudiziaria, 7.542 accertamenti antimafia e 413 ispezioni presso i cantieri di lavoro impegnati nel recupero di immobili privati. Complessivamente sono stati individuati € 106.875.278,00 di contributi illecitamente richiesti e/o percepiti e denunciati 689 responsabili, di cui 24 tratti in arresto».
Lo stretto legame delle Fiamme gialle con la città in questi anni si è nutrito anche di eventi quali la donazione per il restauro del Mammut, storico simbolo del Forte spagnolo, la Corsa per L’Aquila degli allievi nelle strade del centro storico e il concerto della Banda musicale in occasione del 243° anniversario della Fondazione del Corpo davanti alla basilica di Collemaggio. Come proseguirà questo rapporto?
«Tutte queste iniziative sono il nostro modo di dire alla popolazione: c’eravamo nei momenti più difficili e continuiamo a farlo! Il legame tra L’Aquila e la Guardia di Finanza è un vincolo molto forte che si creò già i primi minuti successivi a quel terribile terremoto e che da allora non ha mai smesso di rinsaldarsi. Rievocare oggi, a 10 anni di distanza, quei tragici eventi non significa soltanto rileggere una pagina piena di tristezza e di sofferenza, ma il ricordo ci consente di riflettere su un momento significativo della nostra storia. Una storia che ci insegna come la solidarietà del nostro Paese – delle persone comuni, dei gruppi organizzati, delle associazioni di volontariato e delle istituzioni – nei momenti di difficoltà, rappresenta una straordinaria risorsa. Oggi più che mai la Guardia di Finanza rappresenta un punto di riferimento non solo nel quotidiano servizio a beneficio della collettività, ma anche nell’impegno solidale nei confronti delle persone in difficoltà, a favore delle quali il Corpo mette a disposizione le proprie risorse, i mezzi terrestri e aeronavali e i propri uomini, con le loro energie e la loro carica di umanità».
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