La Intecs conferma i 68 licenziamenti

18 Novembre 2017

Ieri incontro con Lolli che cerca una via d’uscita. La Thales potrebbe riassorbire una parte di addetti

L’AQUILA. La Intecs non fa passi indietro. Due mesi fa l’annuncio shock: si chiude il laboratorio di ricerca e sviluppo dell’Aquila, licenziati tutti i 68 dipendenti. Una volontà confermata ieri in Regione durante il tavolo convocato dal vicepresidente Giovanni Lolli: l’azienda sconta difficoltà economiche a livello nazionale e il sito aquilano, rilevato nel 2011, non è mai riuscito a decollare, «per l’incapacità della Intecs di valorizzare le alte professionalità e il patrimonio tecnologico», l’accusa della Fiom. Dopo l’avvio delle procedure di mobilità, si sono tentate diverse strade, con il sostegno delle istituzioni, per scongiurare il licenziamento di massa. E alla vigilia del tavolo a Confindustria, in programma lunedì, l’ultimo tentativo, che non ha avuto esito positivo. I sindacati anticipano che lunedì non sarà firmato alcun accordo e quindi si andrà alla fase di concertazione in Provincia, che durerà 30 giorni. L’epilogo, che a questo punto pare inevitabile, sarà l’invio delle lettere di licenziamento. La prossima settimana si terrà l’assemblea con i lavoratori, ma la situazione, come sottolinea il vicepresidente Lolli, è drammatica. «Stiamo parlando di un centro di eccellenza, almeno nel passato, e di professionalità elevatissime. La decisione di smantellare il sito aquilano è un gravissimo segnale, in controtendenza rispetto al disegno che vuole l’Abruzzo, e L’Aquila in particolare, come luogo dove si concentrano le migliori competenze. Ora non resta che darsi da fare per trovare soluzioni alternative, che per me riguarderanno anche i 13 ricercatori che hanno già subìto il licenziamento». Una speranza di ricollocazione potrebbe arrivare dalla Space Economy: l'Abruzzo ha aderito alla Strategia nazionale di specializzazione intelligente, impegnando 10 milioni di euro dei fondi Fesr e sviluppando un investimento complessivo di 40 milioni. I primi progetti dovrebbero interessare Thales Alenia e Telespazio e proprio la Thales, secondo Lolli, potrebbe assorbire una parte dei lavoratori Intecs. «Siamo sconcertati dall’atteggiamento dell’azienda», il commento del segretario Fiom, Alfredo Fegatelli, «che da un lato parla di problemi economici dell’intero gruppo, e dall’altro afferma che negli altri siti è stata ritirata la cassa integrazione. C’è qualcosa che non quadra. E soprattutto, i ricercatori aquilani stanno pagando per colpe non loro».
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