La Lav: «No all’atto ammazza-cinghiali»

L’AQUILA. La Lega antivivisezione (Lav) ha inviato una diffida al sindaco Pierluigi Biondi con la «richiesta dell’immediato annullamento del provvedimento evidenziandone i profili di ritenuta...
L’AQUILA. La Lega antivivisezione (Lav) ha inviato una diffida al sindaco Pierluigi Biondi con la «richiesta dell’immediato annullamento del provvedimento evidenziandone i profili di ritenuta illegittimità»: oggetto delle ire dell’associazione animalista è l’ordinanza, emessa il 19 ottobre, che dispone «cattura ed eventuale abbattimento» dei cinghiali nell’ambito urbano. «Già nei giorni scorsi», sostiene la Lav in una nota, «si sono sentiti i primi colpi di fucile nelle zone più periferiche della città».
La Lav ricorda che, secondo la legge regionale, il controllo della fauna selvatica nei centri urbani può essere autorizzato con ordinanza sindacale esclusivamente per motivi sanitari e per la tutela del patrimonio storico-artistico, dopo avere sentito l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).
«Eppure di tutte queste prescrizioni non c’è neppure l’ombra nell’ordinanza del sindaco Biondi», accusa Massimo Vitturi, responsabile Lav-Animali selvatici, «inoltre viene disposta cattura e l’eventuale abbattimento in spregio alle disposizioni normative che, prima di procedere con l’uccisione degli animali, impongono la dimostrazione dell’inefficacia dei metodi ecologici e il parere positivo di Ispra».
Secondo la Lav «disporre l’uccisione dei cinghiali è non solo crudele, ma anche del tutto inutile se non vengono rimosse le cause che determinano l’avvicinamento all’ambito urbano: in questo caso è evidente che il problema è generato dagli stessi cacciatori. La fortissima pressione venatoria a cui sono sottoposti i cinghiali li costringe infatti a spostarsi in aree meno frequentate dai cacciatori. Laddove poi l’uccisione degli animali avvenga in violazione di norme di legge», aggiunge l’associazione animalista, «può configurarsi anche un danno erariale del quale può essere chiamata a rispondere l’autorità che ha emanato l’atto». Perciò la Lav chiede a Biondi il ritiro della «sua ordinanza ammazza-cinghiali. Ricorrere alle uccisioni degli animali è sempre una scorciatoia crudele e priva di senso», concludono gli animalisti, «solo l’educazione dei cittadini e delle amministrazioni alla corretta convivenza può ridurre le interazioni fra gli animali selvatici e le persone, garantendo la sicurezza di entrambi». (a.r.)

