La Lega non chiederà scusa al sindaco
Il Carroccio non rinnegherà le critiche all’amministrazione per ottenere il rientro in giunta, resterà fuori dalla maggioranza
L’AQUILA. Niente scuse. La Lega non ha alcuna intenzione di cospargersi il capo di cenere per recuperare la propria rappresentanza nella giunta comunale. Il dietrofront, rispetto alle critiche di sette mesi fa e alle distanze marcate nell’ultimo scorcio del 2020, non ci sarà. La richiesta, messa sul tavolo della trattativa regionale dal sindaco Pierluigi Biondi per risolvere la crisi in Comune e reintegrare gli assessori del Carroccio sospesi da metà luglio, è destinata a cadere nel vuoto. Né prima né durante la seduta consiliare slittata a metà mese, dopo l’ipotesi rimasta sulla carta di convocarla entro lo scorso fine settimana, dai salviniani arriveranno parole che smentiranno o rettificheranno la presa di posizione estiva che ha aperto lo strappo con il primo cittadino.
Quelle contestazioni, pronunciate in aula dal capogruppo Francesco De Santis, per la Lega rientravano nella pur aspra «dialettica politica» interna al centrodestra e di conseguenza non necessitano di scuse ufficiali. Tra Biondi e il Carroccio, insomma, resta il gelo. Anzi, la temperatura del loro rapporto politico si è abbassata ancora di più nelle ultime ore, dopo l’ennesimo richiamo da parte di Biondi al fatto che «nessuno si può permettere di aggredire gli altri o di fare sparate» e che «non si può stare in maggioranza e dire di provare vergogna a farne parte». Un riferimento esplicito, quest’ultimo, alle affermazioni di De Santis a cui era seguita la sospensione degli assessori Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio e che andrebbero pubblicamente esorcizzate per riportare intatta la rappresentanza della Lega all’interno della giunta. Il Carroccio, però, non ci pensa nemmeno a fare ammenda: piuttosto rinuncerebbe del tutto agli assessorati, uscendo di fatto dal perimetro della maggioranza. I quattro salviniani, in sostanza, si riterranno svincolati da obblighi di coalizione, votando solo i provvedimenti che riterranno davvero utili per la città. Il Carroccio auspica di portare su questa linea anche Luciano Bontempo (Udc) con cui, non più tardi di un mese e mezzo fa, ha stretto un patto politico-programmatico. Con cinque voti sicuri in meno, dunque, Biondi si ritroverebbe una maggioranza risicata, appena sufficiente a sostenere l’attività ordinaria fino al termine del mandato nel 2022. Un assaggio di quello che potrebbe essere il menu dei prossimi mesi i leghisti l’hanno servito nell’ultimo consiglio comunale del 2020, saltato per mancanza del numero legale dopo la loro defezione. Questo problema non si riproporrà nella seduta in seconda convocazione in programma tra poco più di una settimana. I lavori saranno completati seguendo l’ordine del giorno, ma la Lega non rientrerà nei ranghi abbassando la testa.
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