La legge c’è ma il registro delle unioni civili no
L’AQUILA. La legge c’è, ed è entrata in vigore il 5 giugno di quest’anno. A luglio è stato firmato il decreto attuativo del presidente del Consiglio dei ministri, ma la delibera comunale adottata all’...
L’AQUILA. La legge c’è, ed è entrata in vigore il 5 giugno di quest’anno. A luglio è stato firmato il decreto attuativo del presidente del Consiglio dei ministri, ma la delibera comunale adottata all’Aquila, addirittura, ha preceduto di due anni la norma nazionale. Tutto in regola, se non fosse che a mancare, fisicamente, è proprio lui, il registro delle unioni civili. A sollecitare la fornitura del registro, «delle dimensioni di 80 fogli stimabili aprioristicamente sufficienti alle finalità in menzione», è stata la responsabile dell’ufficio dello stato civile, Paola Franceschini. Per ovviare al problema il dirigente del settore risorse finanziarie, Fabrizio Giannangeli, si è subito attivato e ha firmato una determina attraverso la quale affida alla ditta Maggioli spa di Santarcangelo di Romagna il compito di fornire lo strumento, al costo complessivo di 119,26 euro, iva e trasporti inclusi. L’obbligo per gli enti locali è quello di avvalersi delle convenzioni Consip (la centrale degli acquisti delle pubbliche amministrazioni), o di utilizzarne i parametri qualità-prezzo come limiti massimi per le acquisizioni in via autonoma. Il problema, stante la novità, è che non sussiste al momento la possibilità di avvalersi di queste convenzioni . Sui cataloghi Mepa (quello degli acquisti in rete sempre da parte della pubblica amministrazione), le offerte pubblicate stabiliscono un ordinativo minimo di 400 euro, oltre all’Iva. È per questo motivo che è stato chiesto alla Maggioli, che già gestisce il programma dello stato civile in uso all’ente, un preventivo per la fornitura del servizio aggiuntivo. La ditta ha quantificato l’onere per il Comune in 119,26 euro.
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