La legge per regolare quest’attività è in discussione in parlamento
È iniziato un mese fa, alla Camera dei deputati, l’iter della prima proposta di legge che disciplina l’attività di ristorazione nelle abitazioni private, il cosiddetto “home restaurant”. Il...
È iniziato un mese fa, alla Camera dei deputati, l’iter della prima proposta di legge che disciplina l’attività di ristorazione nelle abitazioni private, il cosiddetto “home restaurant”. Il provvedimento, come hanno reso noto i deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione attività produttive, gli stessi che lo hanno presentato, definirà caratteristiche e requisiti tecnici dell’emergente business. Tra questi, un massimo di 10 coperti al giorno, 8 aperture mensili e 80 annuali, l’uso della casa di residenza o domicilio, l’attestato Haccp per la somministrazione di alimenti e il regime fiscale per attività saltuaria.
«L’obiettivo di questa proposta di legge è colmare un gap normativo di un fenomeno imprenditoriale in crescita, che contribuisce a valorizzare il made in Italy e il patrimonio enogastronomico locale, distinguendolo dal settore della ristorazione vero e proprio», ha spiegato la deputata 5 stelle Azzurra Cancelleri, prima firmataria del provvedimento in discussione alla Camera, «secondo uno studio del Centro studi turistici per Fiepet Confesercenti, l’universo degli home restaurant, solo nel 2014, ha fatturato 7,2 milioni di euro in Italia e ha contato 7mila cuochi social, 37mila eventi di social eating, una partecipazione di circa 300mila persone e un incasso medio stimato, per singola serata, pari a 194 euro».

