La lettera

12 Aprile 2018

«Mia figlia amava la cultura e credeva nei valori dell’integrazione a qualunque livello e in ogni circostanza della vita, dalle aule scolastiche ai luoghi di aggregazione giovanile».Giovanna...

«Mia figlia amava la cultura e credeva nei valori dell’integrazione a qualunque livello e in ogni circostanza della vita, dalle aule scolastiche ai luoghi di aggregazione giovanile».
Giovanna Frattaroli, madre di Fabrizia, la giovane sulmonese scomparsa nel tragico attentato di Berlino, si rivolge ai ragazzi delle scuole attraverso una lettera consegnata a ciascuno degli alunni presenti all’incontro con don Luigi Ciotti.
«Fabrizia, sosteneva così la pace e la fratellanza, l’amore e il rispetto fra tutti gli uomini, indipendentemente da ogni fede e nazionalità. Era sempre aperta verso chi si trovava ad affrontare situazioni di difficoltà. Era convinta e credeva fermamente che un mondo migliore fosse possibile abbattendo i muri e l’odio. Auguro a tutti voi di avere la forza di portare avanti il suo sogno. Sappiate che i libri non bastano, sono solo dei mezzi per interpretare la realtà, ma poi è con il mondo che dobbiamo confrontarci». (fab.i.)