La lotta al virus dell’Arma con oltre 12mila tamponi

Quattro postazioni in provincia, i cittadini ringraziano con cioccolate calde e caffè Il colonnello Santantonio: grazie ai nostri uomini e donne arrivati da tutta Italia
L’AQUILA. Di solito siamo abituati a vedere i carabinieri quando c’è un problema di ordine pubblico, nella repressione e prevenzione dei reati o in posti di blocco sulle strade. L’emergenza pandemia ha fatto scoprire un aspetto meno noto delle donne e degli uomini dell’Arma. Fra loro ci sono medici e infermieri che sono stati mobilitati nell’ambito dell’operazione Igea, voluta dal ministero della Difesa, per fornire un concreto supporto a tutte le istituzioni della provincia dell’Aquila per affrontare l’emergenza sanitaria. Il comando provinciale dei carabinieri, diretto dal colonnello Nazareno Santantonio, ha pianificato e messo in campo un grande sforzo operativo e logistico, con l’aiuto dei Comuni e della protezione civile locale e regionale, rendendo operativi quattro Drive through impegnati quotidianamente, insieme alla Asl, per aumentare la capacità giornaliera di esecuzione dei tamponi.
I NUMERI. Sono stati allestiti 4 presìdi: Preturo e Bazzano – nel Comune dell’Aquila – Avezzano e Sulmona. Ogni giorno vengono impiegati 20 carabinieri, di cui 4 ufficiali medici e 8 carabinieri infermieri, oltre a una componente di carabinieri dei reparti territoriali impegnata nel trasporto delle provette all’istituto Zooprofilattico di Teramo dove vengono processati i tamponi. Medici e infermieri dell’Arma sono giunti da tutta Italia e stanno operando a turno ogni 15 giorni. Una settimana fa è arrivata una dottoressa che normalmente abita e lavora in Sicilia che ha accettato con entusiasmo di venire all’Aquila a dare una mano. Da quando l’11 novembre sono stati aperti i due “Drive through” di Preturo e Bazzano, sono stati sottoposti a tampone oltre 12mila aquilani.
PARLA IL COLONNELLO. «Con questa iniziativa» dice il colonnello Santantonio così come era nelle intenzioni del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, abbiamo voluto offrire un supporto importante all’Asl in un momento in cui la provincia dell’Aquila registrava il più alto numero di contagi dall’inizio della pandemia. Voglio ringraziare prima di tutto le nostre donne e i nostri uomini – medici, infermieri ma anche semplici carabinieri – che hanno lasciato i loro reparti e le loro famiglie per venire da tutt’Italia all’Aquila per dare un contributo fattivo alla lotta per il contenimento della diffusione del Covid 19. Il loro è stato un lavoro importante e, mentre senza sosta hanno continuato a effettuare tamponi, non hanno mai mancato di rincuorare le tante persone anziane, di strappare un sorriso ai più piccoli e incoraggiare i più timorosi senza fermarsi neanche quando la pioggia cadeva battente e il freddo ha raggiunto temperature sotto lo zero».
Il lavoro dei carabinieri, rivela il comandante provinciale è stato molto apprezzato dalla gente. «Gli aquilani» dice Santantonio «hanno un grande cuore e con la semplicità dei piccoli gesti hanno voluto dimostrare tutta la propria gratitudine. Molti si sono presentati con una cioccolata calda, un thermos di caffè, una ciambella fatta in casa, altri hanno postato sui social frasi di apprezzamento, mentre i più piccoli hanno invaso i Drive through con i loro disegni e lavoretti riuscendo a scaldare i cuori e perfino a strappare una lacrima ai nostri carabinieri con la tuta da marziano». Naturalmente tutto è stato possibile grazie, sottolinea Santantonio «alla Asl, alla Protezione civile regionale, ai sindaci, al presidente dell’Arap (che gestisce le aree dei nuclei industriali, ndr) e all’Enel, per le risorse in termini di uomini e attrezzature messi a disposizione di noi carabinieri. A conferma, ancora una volta, della bellissima collaborazione interistituzionale che in questa splendida terra esiste da sempre e consente di realizzare grandi cose. Il nostro lavoro» conclude il comandante provinciale «continuerà anche dopo le festività natalizie».
ECCO I DATI. A oggi i tamponi effettuati nei Drive through sono stati 12.247, con una media giornaliera di circa 397 tamponi con picchi di 580 tamponi raggiunti nelle giornate in cui più forte è stata la pressione del virus sulla provincia. In media, il numero di tamponi giornalieri nelle quattro postazioni corrisponde al 10,34% di tutti i tamponi effettuati in Abruzzo.
CURIOSITÀ. Il colonnello medico Salvatore Falvo, dirigente dell’infermeria presidiaria della Legione Carabinieri Abruzzo e Molise racconta anche episodi che danno il senso di un lavoro dove l’umanità è sempre al primo posto: «Innanzitutto» dice Falvo «i tempi di attesa sono stati nell’ordine dei pochissimi minuti. L’episodio più carino avvenuto è quello in cui un bambino con disabilità che non voleva fare il tampone, quando ci siamo avvicinati e gli abbiamo chiesto perché non lo volesse fare lui ci ha risposto di volerlo fare solo in bocca. Noi lo abbiamo assecondato dopodiché il bimbo si è girato verso i genitori e ha fatto loro la linguaccia e a noi col dito pollice alzato ci ha detto: tutto ok! È stata una delle più belle esperienze. Abbiamo avuto anche episodi “comici” perché abbiamo dovuto spostare qualche macchina che non ripartiva e posso garantire che tutti hanno apprezzato i nostri carabinieri. Un grande merito va al Comandante della Legione che non ci ha mai fatto mancare non solo un supporto professionale, ma soprattutto la vicinanza umana in momenti non facili».

