La lotta alla mafia dell’istituto Galilei premiata in Sicilia

AVEZZANO. La trasformazione della mafia che da impresa artigiana di famiglia diventa multinazionale del crimine. E che si organizza e agisce all’interno di un sistema a scatole cinesi. Tutto questo...
AVEZZANO. La trasformazione della mafia che da impresa artigiana di famiglia diventa multinazionale del crimine. E che si organizza e agisce all’interno di un sistema a scatole cinesi. Tutto questo e tanto altro è descritto nel video realizzato dagli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore “Galileo Galilei” di Avezzano. Allievi che si sono aggiudicati il Premio nazionale Falcone e Borsellino promosso dal ministero dell’Istruzione (Miur) e dalla Fondazione Falcone in occasione della tragica ricorrenza dei delitti di mafia. Con il filmato registrato sulle note della canzone Money dei Pink Floyd, dal titolo “Fateci la cortesia”, che “racconta” la mano delle mafie sull’economia, gli studenti hanno conquistato la giuria. Si tratta di Alessandra Camasso, Vittoria Castellani, Fabio Cerasoli, Ilaria Cucinelli, Emanuele D’Alfonso, Franco Di Gianfilippo, Sofia Di Renzo, Valerie Fontana, Camilla Ilii, Jehona Ismaili, Giovanni Liberati, Gioia Muliere, Miriam Palma Parvati, Erika Ranalli e Arianna Turri. Il Premio sarà consegnato il 23 maggio all’interno del carcere dell’Ucciardone di Palermo al dirigente scolastico, Corrado Dell’Olio, accompagnato dai docenti che hanno lavorato al progetto, Antonella Tuzi e Franco Alviani e dalle studentesse Arianna Turri, Alessandra Camasso, Sofia Di Renzo e Valerie Fontana. Il progetto degli studenti, al quale hanno lavorato anche le insegnanti Patrizia Piccinini e Iuvanita Santilli, oltre ad Alfredo Quaglieri, attraverso la produzione del video, intende descrivere come le attività illecite si nascondono dietro le attività lecite e così partono alla conquista di nuovi mercati, lì dove i controlli sono meno stringenti, niente più barriere, niente più confini, anche il loro è un mondo-villaggio. E le mafie portano avanti una vera e propria strategia di impresa criminale che nel nostro Paese ha diversi ruoli e ambiti territoriali di azione, ma all’estero riescono a fare fronte comune e a sfruttare la globalizzazione per espandere i propri affari utilizzando le nuove tecnologie, come il web, per abbattere i confine geografici. Gli studenti marsicani, quindi, auspicano che la collaborazione tra Stati diventi una regola contro le nuove mafie e non un atto di cortesia. (p.g.)
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