La macchina salva-capelli per i pazienti oncologici

Consegnata la prima (di due esemplari) all’ospedale dopo una gara di solidarietà In campo “Morena una farfalla per sempre” , “Una storia felice” e ultrà rossoblù
L’AQUILA. Un casco che, raffreddando la testa durante la chemioterapia, salva i capelli e aiuta la donna a curare la malattia restando persona. Il dispositivo si chiama Dignicap ed è il nuovo macchinario donato al reparto di Oncologia dell’ospedale San Salvatore grazie a una raccolta fondi promossa dalle associazioni “Morena, una farfalla per sempre” e “Una storia felice”. Una sottoscrizione partita in sordina più di due anni fa ma cresciuta, nel numero delle adesioni (una delle quali, molto importante, è arrivata dal gruppo ultrà dell’Aquila Calcio Red Blue Eagles), con il passare del tempo, arrivando a toccare i 53mila euro, cifra molto vicina al traguardo (57mila euro) che i promotori si erano prefissati di raggiungere dando il via all’iniziativa.
Proprio perché i risultati sono andati oltre ogni più rosea aspettativa, Giuseppe Signorile, presidente di “Morena, una farfalla per sempre” (onlus di base a Teramo che dona materiale ai reparti oncologici degli ospedali italiani), ha annunciato che un secondo macchinario, identico a quello già consegnato a Oncologia, sarà donato al reparto a giugno. Anche i vigili del fuoco dell’Aquila hanno aderito alla sottoscrizione popolare promossa dagli ultrà e invitano la collettività a sostenere il progetto.
«Grazie a questo secondo dispositivo potremo abbattere le liste di attesa», ha spiegato la dottoressa Katia Cannita, che ha illustrato il funzionamento di Dignicap in incontro al quale hanno partecipato anche il professor Corrado Ficorella (primario di Oncologia), il manager Asl Rinaldo Tordera, il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore regionale Guido Quintino Liris e il prorettore Carlo Masciocchi. L’alopecia causata dalla chemioterapia determina nelle donne ansia e stress e accentua la nausea, il dolore e la fatica legati al trattamento. «A volte», ha sottolineato Ficorella, «può anche essere un deterrente alle cure. Non di rado molte pazienti rifiutano di curarsi per paura di perdere i capelli». Come funziona Dignicap? «Il dispositivo», ha spiegato la dottoressa Cannita, «consiste in una cuffia di silicone contenente un liquido refrigerante che raffredda gradualmente il cuoio capelluto, determinando un effetto vasocostrittore. Nella sperimentazione condotta su pazienti affette da carcinoma alla mammella, si è visto che il trattamento riusciva a bloccare la caduta dei capelli nell’80% dei casi. La particolarità di Dignicap è che è dotato di 2 sensori, per cui l’abbassamento della temperatura, che viene portata fino a 4°, avviene lentamente, in modo da evitare cefalee e altri disagi. La sperimentazione è stata condotta su donne malate di cancro al seno, ma il dispositivo può essere usato anche su altri pazienti oncologici».
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