La Madonnina “scende” dal Monte Velino

23 Settembre 2015

L’impresa di 14 volontari: dopo 50 anni la statua riportata a valle per poi essere trasportata a Roma dove verrà ristrutturata

MAGLIANO DE’ MARSI. Per quasi mezzo secolo la Madonnina del Velino ha rappresentato un punto di riferimento per numerosissimi appassionati della montagna, ma da ieri mattina sulla vetta più alta della Marsica non c’è più. La statua di bronzo, che le penne nere di Avezzano posero a dimora nel lontano 1966, è stata rimossa e trasportata a valle da un gruppo di volontari, per consentire i lavori di restauro necessari per riparare i danni causati dal tempo. L’intervento verrà effettuato da una ditta specializzata di Roma, che ha assicurato la riconsegna entro un paio di mesi. Per la discesa a valle non è stato possibile utilizzare il trasportino originale che venne realizzato mezzo secolo fa, per cui si è dovuto far ricorso alla sola forza delle braccia. Quattordici le persone che a turno hanno avuto l’onere di una fatica non comune, dandosi il cambio in media ogni quarto d’ora per attenuare lo sforzo sostenuto per scendere gli oltre 50 chili di bronzo. Il gruppo dei volontari si era incamminato ieri mattina di buon’ora, approfittando della magnifica giornata di sole. Dopo l’intervento del fabbro, che in vetta ha provveduto a disancorare la statua dal piedistallo in cemento, è iniziata la discesa che si è conclusa sul piazzale di Santa Maria in Valle a Rosciolo, frazione di Magliano. All’arrivo i quattordici volontari apparivano stanchi ma orgogliosi di aver portato a termine una operazione che resterà comunque negli annali della storia alpina marsicana. Con una cerimonia che già si preannuncia spettacolare, la statua verrà riposizionata sulla cima il 12 luglio 2016.

Questi i nomi delle 14 persone che hanno partecipato alla spedizione: Pino Di Mario (coordinatore), Rodolfo De Angelis, Antonella Perna, Francesco Meta, Gaetano Andreetti, Tonino Di Palma, Giuseppe D’Ascanio, Fabio Antifora, Corrado Di Matteo, Vincenzo Orfanelli, Domenico Cirone, Diego Martini, Ascenzo Turni e Luca Luciani (fabbro).

Plinio Olivotto

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