La maglia rossoblù, i dolci e le dediche ricordano l’evento

La squadra di calcio regala a Bergoglio la casacca numero 1 Offerti anche amaretti, torroni e le immancabili ferratelle
L’AQUILA. Magliette, dolci, gadget. Tanti i doni arrivati nelle mani di Papa Francesco, a partire da alcuni gruppi sportivi cittadini, come l’Atletica L’Aquila, complice il cambio di impianto sportivo scelto per l’atterraggio. Il pontefice doveva atterrare allo stadio Gran Sasso, ma le condizioni di visibilità lo hanno spinto a preferire il campo di piazza d’Armi. L’elicottero è rimasto lì nell’arco di tutta la funzione.
Così, al ritorno dalla basilica di Collemaggio, prima del decollo di rientro verso Roma, il presidente di Atletica L’Aquila, Corrado Fischione, è riuscito a donare al Papa la maglietta Meeting Città dell’Aquila, con la scritta improvvisata: “Papa Francesco Corrilaquila con noi”.
Fischione ha anche chiesto e ottenuto la benedizione del campo gestito proprio da questo sodalizio. Atletica L’Aquila cura ogni anno le staffette che accompagnano il Fuoco del Perdono. Papa Francesco ha donato al presidente Fischione un rosario con stemma pontificio, specifico del Suo pontificato, con la scritta “Miserando atque eligendo”.
Nonostante il cambio di programma con gli stadi, L’Aquila calcio ha realizzato e fatto benedire una casacca rossoblù con scritto “Papa Francesco” con il numero 1 sul retro. Un gesto anche benaugurale in vista della stagione calcistica.
Nella basilica di Collemaggio, subito dopo l’apertura della Porta Santa, al pontefice è stata anche donata una confezione di pasticceria secca da Maria Teresa e Mariano Calvisi della storica azienda Dolci Aveja. Un pacchetto omaggio ai dolci locali: amaretti, torrone, nocci interrati, le immancabili ferratelle e cuori di amarena con una bottiglia di Ratafià.
La colazione per il Pontefice è stata servita da Asportando Eventi - Piccinini Group. «Un onore indescrivibile», ha dichiarato il giovane imprenditore Aldo Piccinini, «una gratitudine immensa a chi ci ha permesso tanto, ma sopratutto una dedica particolare alla mia famiglia che ha creduto in me e mi ha accompagnato passo dopo passo in questo lavoro unico. Questo è per voi, questo è per te, L’Aquila mia».
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