La Marelli frena sui turni Sfuma l’intesa con la Fiom

Il sindacato: «Diciamo no a un modello sperimentale soltanto in un reparto» Tornano la minaccia di scioperi e le tensioni tra i 636 operai. Oggi altro vertice
SULMONA. Sfuma l’intesa sui nuovi turni al termine del lungo e acceso confronto tra i vertici della Magneti Marelli e i rappresentanti sindacali della Fiom-Cgil. L’accordo era stato annunciato dai sindacati nei giorni scorsi. L’incontro è andato avanti per più di 14 ore, con le parti che si sono lasciate poco prima della mezzanotte. Il dialogo però si complica con l’azienda da un lato e i sindacati dall’altro che restano arroccati sulle loro posizioni. Motivo del contendere restano i nuovi turni, saliti da 15 a 18, coi sabati e le domeniche entrati nella settimana lavorativa. Proprio su questo nell’ultimo incontro fiume della settimana scorsa era stata trovata una sintesi fra le richieste dei lavoratori e la nuova turnazione. Anche se l’azienda non ha voluto parlare di 17 turni, al posto dei 18, alla fine l’intesa era arrivata proprio su questo. Nel senso che i nuovi turni sarebbero dovuti scendere da 18 a 17, con le tute blu che in caso di lavoro di sabato non dovrebbero lavorare la domenica e viceversa. Ora, invece, l’azienda ha proposto di provare la nuova turnazione solo su un reparto, incontrando la ferma opposizione della Fiom che rivendica stesse opportunità per tutti i 636 lavoratori.
«La Fiom fino ad oggi ha presentato tre proposte sui turni» spiega Pietro Campanella della segreteria Fiom-Cgil «al momento si sta verificando quella che l’azienda ha giudicato più idonea. Sono emerse delle situazioni che non rendono chiaro il percorso. Al momento l’azienda non ha presentato una sua proposta e non ci risultano altre. Sempre nella giornata di ieri, si è detto che se verrà giudicata idonea la nostra proposta, l’azienda vorrebbe proporre la sperimentazione in un reparto. Tale proposta è stata da noi rifiutata. Tutti devono avere la stessa opportunità. Se dall’incontro di oggi non dovesse emergere un percorso chiaro sarà complicato proseguire nella discussione».
L’incontro, che doveva essere un pro forma per la ratifica dell’intesa raggiunta nei giorni scorsi, ha rimesso tutto in discussione, allontanando le parti e rimettendo in campo gli scioperi congelati. La protesta dei giorni scorsi, a cui ha aderito il 90% degli operai, era scoppiata a causa dei nuovi i turni, entrati in vigore da ottobre scorso sul modello americano.
La rivoluzione d’Oltreoceano nel gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles) prevede l’inserimento dei sabati e delle domeniche all’interno dei giorni lavorativi. Nel senso che si lavora di mattina, pomeriggio e notte (dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22 e dalle 22 alle 6) tutti i giorni.
Federica Pantano
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