La Marsica abbraccia Cozzolino

19 Settembre 2015

Chiesa gremita di sportivi e messaggi d’addio al ristoratore

AVEZZANO. Non lo hanno lasciato solo nemmeno nell’ultima sua “volata”. Davanti alla chiesa di Sant’Isidoro a Borgo via Nuova, ieri pomeriggio, c’erano tutti gli amici ciclisti di Franco Cozzolino, il ristoratore di Avezzano morto a 54 anni per una malattia. La chiesa non ce l’ha fatta a contenere tutte le persone arrivate da ogni punto della Marsica per salutarlo.

La commovente cerimonia è stata celebrata dal parroco don Antonio Ruscitti, affiancato da don Adriano Principe e dal diacono Antonio Masci.

«Non chiamiamo questa cerimonia funerale» ha detto don Antonio «chiamiamola cammino verso la meta più importante della vita, l’incontro con Dio. In questi due giorni ho visto il fratello di Franco, Maurizio, piangere accanto alla bara e domandarsi perché, il male è una realtà che fa parte dell’essere umano e non dell’amore di Dio. Franco era un uomo amato e lo dimostra quanta gente oggi è arrivata in questa chiesa per pregarlo. È stato un uomo che ha saputo dare amore, tanto. Anche il vescovo Pietro Santoro si unisce a noi. “L’ho conosciuto anch’io Cozzolino”, mi ha detto il vescovo in una telefonata, “che brava persona che era”».

Alla funzione hanno partecipato anche i calciatori dell’Asd San Pelino, che hanno abbracciato a lungo Davide, figlio del ristoratore, che gioca con loro in squadra. C’erano anche il presidente Francesco Magnante e l’allenatore Peppe Cerone.

Gli amici con cui condivideva la passione per l’aeromodellismo hanno sistemato fuori dalla chiesa una vela con la scritta “Associazione aeromodellistica volo in pendio”.

«Non ti avremo più a gestire una sala piena di gente» le parole della nipote Simona dall’altare, «ma tu non sarai mai una sedia vuota. Vorremmo sempre riaverti a fine servizio con quella chitarra a tre corde tra le mani, a farci ridere. Ogni serata con te finiva così, a vino e Napoli. Ma noi non ti dimenticheremo mai perché ci hai lasciato i tuoi insegnamenti. E adesso Cozzolì fa i serie e guidaci da lassù». All’uscita della bara dalla chiesa un lancio di palloncini colorati e un grido “Ciao capitano” seguito da un lungo applauso. Il feretro è stato accompagnato a spalla dai figli Daniele e Davide che hanno continuato ad accarezzarlo e a baciarlo per tutto il suo ultimo viaggio.

Magda Tirabassi

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