La Marsica ammira i tesori perduti

Mostra all’Aia dei Musei su reperti e capolavori spariti dopo il terremoto del 1915
AVEZZANO. Le opere d’arte portate via da Avezzano e dalla Marsica sono al centro di una mostra iconografica dal titolo “Tesori perduti-Tesori ritrovati”, curata dall’associazione culturale Antiqua e allestita all’Aia dei Musei con lo scopo di documentare e denunciare la spoliazione culturale subita dal nostro territorio. Gran parte delle opere venne allontanata dopo il terremoto del 1915: molte entrarono a far parte di musei o collezioni private in Italia e all’estero, di alcune si perse ogni traccia, mentre pochi sono i reperti tornati in patria a distanza di anni.
«L’iniziativa», spiega la presidente di Antiqua, Flavia De Sanctis, «nasce dalla volontà di mostrare, anche solo con immagini, preziose testimonianze del nostro patrimonio artistico».
Sarà possibile ammirare una raccolta di foto ingrandite di reperti archeologici e architettonici, oggetti di oreficeria sacra, statue preziose e arredi sacri di artigianato ligneo del ‘600. Nella sezione delle opere scomparse ci sono due lamine in bronzo iscritte del III secolo a.C. provenienti da Luco e Civita d’Antino e il busto in argento massiccio di San Bartolomeo di cui resta solo la testimonia scritta dello storico Enrico Veri. Nella sezione delle opere ritrovate compaiono l’architrave della chiesa di San Nicola – distrutta dal terremoto – oggi esposto al Louvre di Parigi, la Madonna in terracotta ritrovata a Bologna nella collezione privata del cardinal Lercaro, le opere della chiesa di Sant’Orante a Ortucchio esposte a Sulmona e tanto altro ancora. Tra gli anni ‘90 e 2000 alcuni reperti sono stati riconsegnati alla Marsica come la Madonna di Vico, ritrovata nel museo di Palazzo Venezia e riportata ad Avezzano, insieme ad altre opere d’arte sacra, dall’allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scafaro, per intercessione di un frate cappuccino di Avezzano. Sono tornate nella Marsica anche la croce processionale d’argento di Rosciolo e il tesoro della regina Giovanna di Alba Fucens oggi custoditi al castello di Celano.
La mostra è aperta fino al 31 gennaio, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18.
L’esposizione ha attirato l'attenzione del professore Cesare Letta che tornerà nella sua Avezzano per una lezione sulle lamine bronzee.
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