La Marsica commemora le vittime del terremoto 

Avezzano, cerimonia al Memorial sul Salviano e messa del vescovo al Don Orione Fiori a Celano in ricordo della sposa Mariannina. Rintocchi di campane a Gioia

AVEZZANO. La Marsica non dimentica, oggi come negli ultimi 106 anni, il terremoto che seminò morte e distruzione. Alle 10 il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, deporrà una corona d’alloro ai piedi della stele del Memorial sul Monte Salviano. Alla cerimonia prenderanno parte solo il vescovo dei Marsi, Pietro Santoro, e una rappresentanza delle forze dell’ordine e delle associazioni d’Arma. A seguire, alle 11, al castello Orsini, si terrà il consiglio comunale animato dalla proiezione di filmati e immagini dell’Avezzano post terremoto e dall’intervento dello storico Giovabattista Pitoni. Alle 17 il vescovo Santoro celebrerà una messa in ricordo delle vittime nel Santuario della Madonna del Suffragio di Don Orione. Convegno virtuale alle 11.30 e alle 12.30 a cura della Pro loco di Avezzano, in collaborazione con il Centro studi marsicano, con il sismologo dell’Ingv, Fabrizio Galadini, e la funzionaria della Soprintendenza, Emanuela Ceccaroni.
Rintocchi di campane risuoneranno nel Comune di Gioia dei Marsi alle 7.52 in punto per ricordare l’istante in cui la terrà incominciò a tremare la mattina del lontano 13 gennaio 1915. Gioia fu uno dei paesi più colpiti dalla violenza della scossa di magnitudo 7. Per evitare il rischio assembramenti, quest’anno il primo cittadino Gianclemente Berardini ha deciso di rimandare ogni commemorazione. Di concerto con il parroco si terrà solo una santa messa in ricordo dei morti che sarà celebrata domenica prossima nella chiesa di Santa Maria Assunta durante la funzione.
Alle 11, nel cimitero di Celano, l’amministrazione comunale deporrà un mazzo di fiori sul monumento dedicato alla giovane Mariannina Letta, simbolo del terremoto e di tutte le vittime della tragedia. «Come ogni anno», spiega il sindaco Settimio Santilli, «l’amministrazione comunale rende omaggio alle vittime, ricordando questo terribile evento che ha sconvolto non solo Celano, ma l’intero territorio marsicano, segnando profondamente la nostra memoria».
«Quella mattina il notaio Nino Paolini e la sua promessa sposa Mariannina Letta», ricorda il professor Abramo Frigioni, «dovevano recarsi a Sulmona per compare i confetti. Come ricorda Agostino Di Renzo nel suo libro “Celano il nostro paese”, l'uomo scavò tra i sassi con le mani sanguinanti, ma ogni sforzo di ritrovare l’amata in vita fu vano. Purtroppo la giovane e bella Mariannina venne ritrovata morta. Durante la veglia funebre il notaio le suonò l’ultima serenata al violino dopo averle fatto indossare il vestito da sposa. E prima di lasciare Celano, depose una statua in ricordo della promessa sposa e di tutte le vittime».
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