La Marsica manifesterà a Roma contro la chiusura del tribunale

La decisione presa in una riunione tra sindaci, consiglieri regionali, Provincia e Ordine degli avvocati Angelosante contro lo stop alla proroga deciso dal ministero: «Atto non democratico e paradossale»
AVEZZANO. Non c’è più tempo. La Marsica va da sola e si organizza con una grande manifestazione a Roma contro la chiusura del tribunale di Avezzano e anche delle altre tre strutture giudiziarie abruzzesi di Sulmona, Lanciano e Vasto.
la decisione
La decisione è stata presa in un incontro che si è tenuto nella giornata di ieri all’interno della sala Montessori di Avezzano cui hanno preso parte i primi cittadini della Marsica, i tre consiglieri regionali del territorio, il presidente della Provincia e i rappresentati dell’ordine forense. Nelle prossime ore si deciderà la data della protesta, che dovrebbe esserci dopo le feste.
LE PROSSIME AZIONI
È una corsa contro il tempo quella ingaggiata ora dai rappresentanti del territorio per salvare il tribunale dalla chiusura prevista a settembre. L’ultima spiaggia sembra essere il decreto Milleproroghe, ma si teme che qualcosa possa andare storto a causa della linea dettata dal ministro della Giustizia Marta Maria Carla Cartabia, pur a fronte di una decisione approvata all’unanimità da tutti i partiti in parlamento. Infatti, tra lo sconcerto generale, era stata bocciata una proroga ormai approvata.
LA PROTESTA
«In che modo si pensa di potere accorpare all’Aquila il tribunale di Avezzano senza sostenere spese, visto che la legge in questione vieta investimenti aggiuntivi?», osserva il presidente dell’Ordine degli avvocati Franco Colucci, che poi argomenta: «Parliamo di chiudere e accorpare uno tra i tribunali più efficienti d’Italia, come dimostrano i numeri e i dati. A questo punto dobbiamo insistere e combattere con una protesta a Roma che parta dalla Marsica».
«Ci sarebbero, oltre a implicazioni sociali ed economiche, anche difficoltà strutturali, logistiche e problemi per l’utenza a raggiungere L'Aquila», sottolinea Gianni Di Pangrazio, coordinatore del comitato per la salvezza dei tribunali. «Oggi si apre una lotta unitaria, senza bandiere, perché è un problema che interessa il territorio. Il tribunale è a servizio della gente e della Marsica. Questo territorio non può permettersi di fare altri passi indietro». La protesta a oltranza è una via obbligata anche per il consigliere regionale Simone Angelosante. «In una democrazia», afferma riferendosi alla linea del ministro e del presidente del Senato, «quando tutti i partiti sono d’accordo non può accadere che un potere riesca a fermare una decisione come quella della proroga. È paradossale quello che è successo. Di fronte all’ennesimo tentativo di scippo bisogna difendere con i denti quello che è nostro, con la migliore forma di protesta».
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