La Marsica rende omaggio ai quattro angeli del Velino

21 Gennaio 2022

Lunedì le cerimonie: la prima ai piedi del monte col vescovo Massaro e Marsilio l’altra in largo Caduti dei vigili del fuoco dove si trova la stele in loro memoria

AVEZZANO. Una corona di fiori verrà deposta sotto le quattro querce piantate all’ombra del Velino in memoria di Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella nel primo anniversario della tragedia. È trascorso un anno da quel 24 gennaio quando una valanga di enormi proporzioni ha spezzato le vite dell’arrotino di piazza Torlonia, del brillante ingegnere dell’Eni e dei giovani fidanzati che si erano conosciuti sui bachi del Liceo scientifico.
LE COMMEMORAZIONI
Lunedì, alle 10, gli angeli del Velino verranno ricordati con una cerimonia nell’area a loro a dedicata in prossimità del rifugio Casale da Monte, a Forme di Massa d’Albe. È qui che i quattro escursionisti avevano parcheggiato le loro automobili per incamminarsi lungo il sentiero numero 8. Ed è qui che nei mesi scorsi, per volere delle famiglie, sono state piantate quattro querce in loro memoria. Non molto distante dal campo sportivo di Forme intorno al quale, nei giorni delle ricerche, era stato allestito un campo base per coordinare le difficili operazioni. Alla cerimonia, organizzata dal Comune di Massa d’Albe, sono stati invitati il prefetto Cinzia Torraco, il vescovo dei Marsi, Giovanni Massaro, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, tutti i rappresentati dei corpi civili e militari che hanno preso parte alle ricerche e il Parco Sirente-Velino. Anche il Comune di Avezzano renderà omaggio ai loro concittadini scomparsi con una celebrazione che si terrà alle 16.30 in largo Caduti dei vigili del fuoco dove è stata sistemata una stele dedicata alle quattro vittime del Velino (nei pressi del nuovo municipio in via Aldo Moro). Nel corso della commemorazione i presenti si uniranno in preghiera guidati da monsignor Massaro. Infine, i familiari ricorderanno i quattro in una cerimonia privata nella cattedrale di Avezzano.
LA TRAGEDIA
Il 24 gennaio 2021 Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria si erano dati appuntamento di buon mattino vicino al rifugio Casale da Monte. Erano arrivati intorno alle 7, come riferito da un allevatore di Forme e da suo figlio proprietari di una stalla poco distante. Probabilmente il gruppo di amici era diretto al Colle del Bicchero, come testimoniato da un quinto ragazzo che aveva deciso di non andare all’ultimo momento. Prima di arrivare a destinazione i quattro alpinisti sono stati travolti da una slavina. L’allarme è scattato intorno alle 17 di quella maledetta domenica. Il gruppo aveva previsto di rientrare per le 16. È stato il papà di Valeria, il maresciallo dei carabinieri Vincenzo Mella, ad allertare i soccorsi dopo che i cellulari dei quattro erano già irraggiungibili. In serata i primi soccorritori, partiti con gli sci, avevano individuato delle tracce dentro Valle Majelama che si interrompevano davanti a una barriera di neve. Il timore che potessero essere stati travolti da una valanga si era così fatto strada sin dai primi, tragici momenti. Nonostante un’imponente macchina dei soccorsi arrivata da tutta Italia ci sono voluti 28 difficili giorni per recuperare i corpi. Giorni di enorme angoscia in tutto l’Abruzzo.
IL CORDOGLIO
«Un momento in cui tutti noi ci raccoglieremo intorno a questo grande dolore ancora forte e sentito nella comunità marsicana e abruzzese», afferma il vicesindaco Domenico Di Berardino, «abbiamo voluto rispettare in punta di piedi la volontà delle famiglie e insieme a loro abbiamo organizzato questo momento di commemorazione, sobrio e semplice, per un doveroso ricordo e nel rispetto di chi oggi sta soffrendo per le loro perdite. Saremo presenti per creare quel momento di calore di cui i parenti hanno bisogno».
«Non possiamo dimenticare, non possiamo non ricordare questi ragazzi e la loro sventura», aggiunge il primo cittadino di Massa d’Albe, Nazzareno Lucci, «il nostro territorio è tanto bello quanto impervio e loro ci hanno lasciato un grande insegnamento: dopo la tragedia gli Enti si sono mossi per promuovere e garantire maggiore sicurezza in montagna. Anche noi stiamo lavorando in questa direzione, mettendo a punto un regolamento per riaprire i percorsi lungo i quali hanno trovato la morte».
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