La Medicina riabilitativa pronta per il post-Covid

Inaugurati all’ospedale i locali al pianterreno del reparto con venti box ascensore per la palestra e attrezzi per il recupero motorio e respiratorio
L’AQUILA. Inaugurati all’ospedale San Salvatore i nuovi locali del reparto di Medicina riabilitativa, dove potranno essere seguiti anche i pazienti che, dopo aver superato il Covid, necessitano di un recupero sia motorio sia respiratorio. E oggi ci sarà un altro taglio del nastro, con l’attivazione degli 8 posti letto di terapia subintensiva all’interno del reparto di Malattie infettive, riservati ai malati che manifestano sintomi gravi da coronavirus. Prosegue, dunque, il piano di riorganizzazione dell’ospedale aquilano in seguito all’emergenza sanitaria: a fine mese sarà pronto anche il modulo accanto al Pronto soccorso, messo a disposizione dalla Protezione civile, con altri 15 posti letto di terapia subintensiva dotati di ventilatori.
RIABILITAZIONE. Sono stati inaugurati ieri pomeriggio al Delta 7 i nuovi spazi della Medicina riabilitativa: «Il primo step», rende noto l’Asl, «di un riassetto organizzativo che consentirà di curare meglio i pazienti e di disporre di una migliore collocazione per il lavoro degli operatori sanitari». Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il manager Roberto Testa, il direttore sanitario Alfonso Mascitelli, l’assessore regionale al Bilancio Guido Quintino Liris, il direttore del reparto Giorgio Spacca, il direttore di presidio Giovanna Micolucci e, in rappresentanza del Comune dell’Aquila, l’assessore Maria Luisa Ianni, oltre a molti direttori di altri reparti dell’ospedale. Con lo spostamento al pianterreno del Delta 7 il reparto potrà disporre, una volta terminata la pandemia, anche degli spazi del terzo piano attualmente a disposizione dei ricoveri Covid.
Infatti, quando l’emergenza sarà rientrata, la Medicina riabilitativa prenderà il posto della Medicina Covid e ciò permetterà di curare e assistere i pazienti in uno stesso edificio, in modo funzionale e coerente con le necessità terapeutiche, superando le difficoltà logistiche della precedente ubicazione. «Tra i vantaggi del trasferimento al Delta 7», spiegano dall’Asl, «vi è la possibilità di disporre di un numero doppio di box, 20, (utilizzati per la riabilitazione del singolo paziente), di spazi molto più ampi e di nuove suppellettili. Inoltre i pazienti dal terzo piano potranno essere condotti in ascensore ai locali al pianterreno, dove c’è la palestra, per sottoporsi alla riabilitazione. Tra l’altro la nuova logistica consentirà di offrire prestazioni riabilitative specifiche per i pazienti che si trovano in fase post Covid e che hanno bisogno di recuperare sotto l’aspetto motorio e respiratorio». Per l’Azienda sanitaria si tratta di «un vero e proprio salto di qualità nell’efficacia dei trattamenti riabilitativi, condiviso e portato avanti dalla direzione dell’Asl in collaborazione con i responsabili del reparto. Quest’ultimo, in termini di prestazioni ambulatoriali, assicura in media 40 accessi al giorno comprendenti, per ciascun paziente, più prestazioni».
VACCINAZIONI. Continuano le segnalazioni da parte del personale scolastico e universitario cosiddetto fragile, con patologie serie, che non è risultato idoneo a sottoporsi al vaccino AstraZeneca: «Siamo stati rimandati a casa, in attesa di essere richiamati per la somministrazione di Pzifer o Moderna», dicono, «ma ancora non riceviamo alcuna comunicazione, nonostante le rassicurazioni Asl arrivate nei giorni scorsi».
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