«La mia è la città del futuro»

28 Aprile 2017

Cialente: la rete 5G attrae aziende e sperimentiamo anche una molecola anticecità

L’AQUILA. Visioni strategiche e occasioni perdute, conquiste e sconfitte, un j’accuse finale alla Regione senza risparmiare quella trasversalità, «anche della mia parte politica», che secondo il sindaco Massimo Cialente ha remato contro per tutti gli anni della consiliatura. Si è consumato in un’aula consiliare vuota a metà, per la mancanza delle opposizioni, l’ultimo atto politico del sindaco uscente, che ieri ha illustrato il programma di fine mandato. Cialente non si è soffermato in maniera particolare sul programma che sarà trasmesso, come vuole un decreto del 2016, anche alla Corte dei conti. Un documento di qualche centinaio di pagine disponibile sul sito del Comune, e nel quale sono elencate tutte le cose fatte dall’amministrazione da quando, era il 3 luglio del 2009, in una riunione al Mef con l’Osce furono gettate le basi «di quell’idea di città alla quale abbiamo lavorato per tutti questi anni». Una scommessa, quella della rinascita dopo il terremoto del 2009, portata avanti nonostante l’esiguità degli organici, 579 dipendenti, ha ricordato Cialente, quando il solo assessorato all’agricoltura della Regione dispone invece di circa 700 unità.
LA STRATEGIA. «Tutti gli atti di giunta e di consiglio, anche quelli di ordinaria amministrazione», ha detto Cialente, «sono stati le tessere di un puzzle che io ho avuto sempre in testa; non abbiamo mai fatto cose che non rientrassero in un progetto complessivo. Questa città deve diventare tra le prime 50-60 d’Europa, bisogna crederci. A livello sociale abbiamo fronteggiato situazioni di povertà estrema, non c’è una persona, tra quelle che sono in difficoltà, che sia stata lasciata indietro». E poi ha calato l’asso: «Abbiamo fatto la scelta dei sottoservizi, qualcosa che sta suscitando l’interesse internazionale. L’Aquila è una delle cinque città capofila nella sperimentazione del 5G. Fiat sta venendo qui per sperimentare l’auto teleguidata. Domani (oggi, per chi legge), viene il ceo di Zte. L’ex Italtel diventerà una sede delle sei sedi di ricerca nel mondo». La Zte, per la cronaca, è un’azienda cinese attiva nella progettazione e produzione di dispositivi per le telecomunicazioni. La vera “bomba” Cialente l’ha sganciata appena qualche istante dopo, quando ha parlato della sperimentazione di una nuova molecola, che dovrebbe partire a breve nel polo farmaceutico aquilano, che sarebbe in grado di risolvere in sole otto settimane una particolare forma di cecità.
IL J’ACCUSE. A distanza di quasi un anno dalla presentazione in consiglio comunale, che avvenne alla presenza del governatore abruzzese, Luciano D’Alfonso, Cialente critica il Masterplan, uno strumento «calato dall’alto e poco aderente alla realtà del territorio». E sempre all’indirizzo della Regione parte un altro siluro, stavolta indirizzato alle politiche dei trasporti. «Ma vi pare», ha detto il sindaco, «che la proposta di fusione con Tua viene discussa con i sindacati e non con il Comune dell’Aquila e l’Ama? Non credo che oggi la Regione», ha aggiunto riferendosi ai costi del trasporto pubblico, «si faccia carico di tutto. Puzziamo di pecora, per cui dobbiamo ricevere di meno? Ieri si sono incontrati coi sindacati e si è parlato dell’Ama. Forse si spera in un nuovo sindaco più accondiscendente rispetto agli ordini di scuderia».
I RIMPIANTI E LE SCONFITTE.
Al primo posto, nella classifica delle incompiute, il sindaco mette il mancato sviluppo dell’aeroporto, anche a causa dei tempi, «a tutt’oggi insopportabili della burocrazia soffocante, e forse della marginalizzazione che viviamo a livello regionale. Lascio la città con le rotaie, i fili e i pali laddove li avevo trovati: ci ho provato a toglierli», ha detto a proposito della metropolitana di superficie “figlia” della giunta Tempesta, «ma ho rischiato l’arresto; ringrazio chi ha presentato l’esposto: dopo essere stato indagato per circa tre anni, si può dire che ho fatto un check up completo, e ne sono venuto fuori pulitissimo».
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