La minoranza riprova a ribaltare la Casini

31 Dicembre 2018

Tirabassi, Bianchi e Balassone puntano a coinvolgere Avanti Sulmona Ma il sindaco fa le sue contrommosse e Pingue potrebbe smarcarsi dal “golpe”

SULMONA. La minoranza tenta di nuovo di mandare a casa l'amministrazione comunale. Ieri sera in un vertice i gruppi di minoranza si sono incontrati per rimettere in moto la procedura delle dimissioni contestuali e arrivare allo scioglimento del consiglio comunale. Principale attivista dell’iniziativa con cui si vuole chiudere l’anno con il botto, è il consigliere comunale, nonché consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, Mauro Tirabassi, spalleggiato dalla fresca dimissionaria di Forza Italia, Elisabetta Bianchi. Ma il nodo essenziale da sciogliere prima di ogni decisione resta quello del sostegno che all'iniziativa vorrà dare o meno il gruppo di Avanti Sulmona. Le firme in calce alle dimissioni dei due consiglieri del gruppo, Fabio Pingue e il presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio sono indispensabili per raggiungere la quota di 9 consiglieri e ribaltare gli attuali rapporti numerici in aula. «Sono perplesso su questa iniziativa», ha detto il capogruppo Pingue alla vigilia del vertice. Nel gruppo infatti non tutti, a cominciare dall’assessore Antonio Angelone, sarebbero concordi nel “licenziare” il sindaco Annamaria Casini. Lo stesso primo cittadino, appena avuto sentore della iniziativa che la minoranza vuol riprendere chiedendo appoggio al gruppo di Avanti Sulmona, avrebbe chiesto subito un colloquio con Pingue invitandolo a rifiutare qualsiasi avance dell’opposizione. Oltretutto Pingue è candidato con Giovanni Legnini alle elezioni regionali e vuole evitare passi falsi in questo momento. Candidato sarà anche il capogruppo Pd Antonio Di Rienzo che, invece, vuole una resa dei conti immediata anche se dichiara che «vanno verificate tutte le condizioni necessarie per mandare a casa una amministrazione comunque inconsistente». Resta invece alla finestra l’ex sindaco Bruno Di Masci, anche lui all’opposizione, il quale, prima di prendere qualsiasi iniziativa, vorrebbe conoscere come si muoverà l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Gli unici che premono per un immediato scioglimento della consiliatura sono, come detto, Mauro Tirabassi ed Elisabetta Bianchi come pure il movimento civico Sbic con Maurizio Balassone. Per Elisabetta Bianchi le condizioni di una svolta verso nuove elezioni comunali esistono già in seno alla stessa maggioranza «dove si annidano sempre più malumori, disagi e stanchezza verso un'amministrazione che mostra incapacità e immobilismo rispetto ai problemi assai gravi da affrontare per il bene della città, altrimenti condannata a una crisi permanente». Tirabassi ritiene che «è terminato il tempo di un civismo, che ha mostrato tutti i suoi limiti e le sue lacune. Esperienza da archiviare, affinché la città ritrovi serenità e crescita uscendo dalla crisi sempre più profonda».
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