La movida senza regole è un caso Hotel, è tornato il tutto esaurito

Assembramenti, schiamazzi e degrado nel centro storico preso d’assalto dai giovani durante la notte I gestori dei locali si difendono: «Abbiamo fatto il possibile, purtroppo c’è chi non rispetta le regole»
SULMONA. Migliaia di giovani, tutti senza mascherina, ammassati in un fazzoletto di corso sfidando ogni regola e raccomandazione per il contenimento della diffusione del Covid. È tornato così in maniera dirompente il tema della movida sulmonese nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta.
Se durante la processione del Cristo Morto e il rito della Madonna che scappa in piazza tutti, o quasi, hanno rispettato l’ordinanza del sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero indossando la mascherina anche all’aperto, pur essendo impossibile osservare il distanziamento, nelle nottate tra Venerdì Santo, Pasqua e Lunedì dell’Angelo il volto della movida è stato quello dell’assembramento più totale fuori da ogni regola di prudenza. Una sorta di discoteca all’aperto, che ha animato le serate pasquali ritrovando i giovani il gusto dell’incontro in strada. Contenti i gestori dei locali del centro storico, meno contenti i residenti per i disagi dovuti agli schiamazzi e ai rumori molesti in piena notte e fino alle prime ore del mattino. Tante le proteste e le telefonate arrivate ai centralini di polizia e carabinieri.
«Non si conoscono le mezze misure», protestava ieri mattina una signora che abita in vico dell’Ospedale, a ridosso di Corso Ovidio, «abbiamo dovuto sopportare musica ad altissimo volume e vedere decine di giovani ubriachi vomitare e andare in bagno a cielo aperto, noncuranti della presenza di altre persone e soprattutto di danneggiare muri e monumenti del centro storico».
Proteste per i rumori sono arrivate anche da qualche turista che ha alloggiato in alberghi del centro: «Unica nota stonata di una vacanza da incorniciare», ha riferito qualcuno di loro ai gestori degli alberghi e dei B&B che si affacciano lungo o nelle prossimità di Corso Ovidio, «se questa è una consuetudine, allora è meglio alloggiare nelle strutture ricettive che si trovavano nell’immediata periferia».
Duro lavoro anche per gli operatori del Cogesa, impegnati dalla prima mattina per ripulire la scalinata dell’Annunziata di nuovo invasa da rifiuti, tracce immancabili del consumo di cibi e bevande all’aperto. «Da parte nostra abbiamo predisposto tutto l’occorrente per raccogliere i rifiuti», spiegano i due baristi contro i quali tutti hanno puntato il dito dopo le serate del fine settimana, «abbiamo dislocato i mastelli in modo tale che tutti potessero servirsene. Purtroppo tra tante persone educate ci sono anche quelli che non rispettano le regole, facendo ricadere le colpe su noi che siamo i primi a volere che queste cose non accadano».
Soddisfatti gli albergatori che hanno fatto registrare il tutto esaurito per l’intera settimana di Pasqua. «I turisti sono tornati a riempire gli alberghi. Questo è un dato inconfutabile», afferma Giuseppe Casaccia del consorzio albergatori, «ora, però, dobbiamo fare in modo che questo avvenga anche per il resto dell’anno, realizzando una città più a misura dei turisti». Per Mariadora Santacroce, vicepresidente della Dmc “Terre d’Amore”, «la Pasqua è tornata ad essere quella che è sempre stata, cioè l’inizio della stagione turistica, che dobbiamo implementare rendendo il centro storico più accogliente e con servizi che guardino al futuro».
Ha aggiunto l’imprenditore Carmine Palazzone: «Qualcosa è stato fatto. dai musei aperti alle gigantografie nel parcheggio di Santa Chiara, ma tanto c'è ancora da fare. Un centro storico senza piano acustico e i risultati si sono visti, mentre i trasporti urbani che vanno migliorati con decine di corse soppresse a ridosso della Pasqua perché mancano gli autisti. Una città senza collegamenti non può definirsi turistica. Non ci sono postazioni per le bici elettriche e poi troppe buche sulle strade». Quindi ancora Palazzone: «Insomma il turismo ritorna ma ora serve una programmazione pianificata. Soprattutto serve una città non solo per i sulmonesi ma anche per i turisti».
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