La “nuova” Perdonanza parte da Branduardi

12 Maggio 2018

Prime indiscrezioni dell’edizione 2018 col concerto dell’artista sabato a Collemaggio Biondi e Di Cosimo hanno presentato il Comitato che gestirà l’evento per tre anni

L’AQUILA. Una Perdonanza più lunga, quella 2018, che deve recuperare l’identità comunitaria spirituale, scientifica e laica. Una Perdonanza che in questa edizione, aprirà la festa sabato 19 maggio, in coincidenza con la festa di Celestino V, con un concerto nella ritrovata basilica di Collemaggio di un grande artista, «degno di poter cantare e recitare in un tale contesto»: Angelo Branduardi. Il concerto è alle 21, dopo la Santa messa delle 18, e l’ingresso è gratuito. Nel contempo, si sta lavorando per portare la Festa del Perdono a diventare patrimonio dell’Unesco: 350 Paesi, a livello mondiale, sono già in possesso del dossier.
Tutto questo è stato esposto ieri mattina nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni, dal sindaco, Pierluigi Biondi, e dall’assessore alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, che hanno presentato il nuovo Comitato per la Perdonanza 2018-2020. Già, perché il primo cittadino ha tenuto a sottolineare che il neonato Comitato resterà in carica tre anni, «il tempo minimo per poter avviare un nuovo percorso».
Del Comitato fanno parte: per la sezione spirituale-rappresentanza Curia arcivescovile, don Artur Sidor, don Carmelo Pagano Le Rose, don Claudio Tracanna; per la sezione storico-scientifica, Francesco Zimei e Walter Cavalieri; per la comunicazione e il Comitato promotore Festa Perdonanza per l’Unesco, Massimo Alesii; Leonardo De Amicis è il direttore artistico; dell’area tecnica, controllo sicurezza, si occuperà il dirigente del Comune, l’ingegnere Mario Corridore; Floro Panti curerà l’organizzazione della Fiaccola di Celestino che, quest’anno, aprirà ufficialmente la Perdonanza 2018 il 16 agosto, con la partenza del Fuoco del Morrone dall’Eremo di Sant’Onofrio.
«Un’altra novità che abbiamo voluto introdurre è un Comitato istituzionale, composto dal sottoscritto, dall’assessore Di Cosimo, da consiglieri comunali dell’Aquila, rappresentanti di Provincia, Regione, dei tre Comuni capoluoghi di provincia e dei Comuni dei territori interessati a Celestino V», ha precisato il sindaco Biondi.
I particolari non sono stati per ora svelati e neppure i costi di questa edizione della Perdonanza, ma il primo cittadino ha sottolineato che «i soldi sono l’ultimo dei problemi: prima ci vogliono le idee, poi si pensa ai soldi». Una cosa è stata assicurata: la Perdonanza 2018 sarà «piena di eventi di grande qualità», ha aggiunto l’assessore Di Cosimo. D’altronde, la presenza di personaggi del calibro di Leonardo De Amicis, Francesco Zimei e Walter Cavalieri, è di certo una garanzia.
Ma proprio lo storico ha voluto toccare un tasto dolente, soprattutto per sottolineare come sia accaduto in passato che tante belle e buone intenzioni alla fine siano rimaste solo tali. Lo ha fatto rimarcando la sua «deludente» esperienza del 2014 – insieme a Francesco Zimei, musicologo di chiara fama e esperto della vita di Celestino V – «con Cialente: tante idee, ma all’atto pratico alla fine ignorate. Tranne la diffusione del Perdono nelle scuole». Cavalieri ha anche sottolineato «l’unicità di questa celebrazione».
E questo è uno dei punti («primo Giubileo mondiale», ha detto il sindaco) sui quali la “nuova” Perdonanza vuole fare leva. Ed è anche quanto ha voluto rimarcare don Carmelo Pagano Le Rose, “rivendicando” l’essenza spirituale come primo messaggio della Perdonanza di Papa Celestino, «che va centrato anche sui miracoli del Santo, che devono essere il punto focale di tutto, così da richiamare pellegrini da tutto il mondo. L’unico problema riscontrato è nella mancanza totale dei servizi. Anche se quest’anno, almeno per le celebrazioni e le confessioni, riavremo a disposizione la basilica, dopo 9 lunghi anni». E a proposito di spiritualità, Zimei ha sottolineato come «nessuno si sia accorto all’Aquila del passaggio della grande storia: Papa Ratzinger che lascia in dono il suo Pallio al Papa del Gran rifiuto e dopo qualche tempo lui stesso si “dimette”».
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