La nuova scuola non c’è, tuona l’opposizione

3 Febbraio 2019

Pratola Peligna, i consiglieri Tomassilli e Pizzoferrato: «È il quarto rinvio, il sindaco Di Nino chiarisca»

PRATOLA PELIGNA. L’ennesima proroga al trasferimento degli alunni nella scuola di contrada Le Pratelle a Pratola Peligna fa infuriare l’opposizione comunale. A richiedere spiegazioni, attraverso un’apposita interrogazione, saranno i consiglieri del gruppo Pratola Insieme formato da Alessandra Tomassilli e Salvatore Pizzoferrato. «Siamo stati contrari da subito al trasferimento in quella sede degli alunni della materna», affermano i consiglieri, «ora vogliamo vederci chiaro, dato che siamo giunti al quarto rinvio di un trasferimento sempre annunciato e ora slittato a data da destinarsi. Sulla vicenda presenteremo un’interrogazione comunale». In particolare, lo spostamento avrebbe dovuto interessare circa 150 scolari della materna. Quest’ultimi sarebbero dovuti andare nei locali di una recente costruzione a ridosso della Statale 5 di proprietà di una società privata a cui il Comune avrebbe pagato un costo di 50 mila euro l’anno per l’affitto. La scelta dell’amministrazione Di Nino era nata per mettere in atto le disposizioni della prefettura che vietano la realizzazione di scuole nei secondi piani degli edifici vecchi. Da qui lo spostamento degli alunni della materna che avrebbe consentito di liberare i primi piani della scuola di piazza Indipendenza frequentata anche dai ragazzi delle elementari. I rinvii del trasferimento sono stati annunciati con tre ordinanze del sindaco, nate per differenti motivi (tra cui neve e altre necessità dell’istituto Tedeschi), mentre l’ultima è stata annunciata da una circolare a firma della dirigente dell’istituto, Naida Consorte, dove si avvisavano i docenti che il trasferimento previsto per il primo febbraio era stato rinviato in attesa di nuove disposizioni da parte del sindaco. «Come opposizione», ha aggiunto Salvatore Pizzoferrato, «abbiamo proposto di sistemare tutti gli studenti nella sede del Comune resa più resistente ai terremoti, ma la nostra proposta è stata rifiutata per motivi tecnici. Inoltre», ha concluso, «questa amministrazione sta vivendo di rendita delle cose fatte dalla precedente, mentre ormai è evidente che i cinque minuti decantati dal primo cittadino durante la campagna elettorale delle comunali, per risolvere le problematiche della scuola, non sono e non saranno sufficienti».
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