La pandemia porta al Comune costi imprevisti per 4 milioni

L’AQUILA. L’emergenza sanitaria si ripercuote sull’economia di aziende e famiglie, ma pesa anche sulle casse del Comune. Dalla comparsa conclamata del coronavirus, considerate le due fasi della...
L’AQUILA. L’emergenza sanitaria si ripercuote sull’economia di aziende e famiglie, ma pesa anche sulle casse del Comune.
Dalla comparsa conclamata del coronavirus, considerate le due fasi della pandemia, l’amministrazione cittadina ha affrontato costi imprevisti per quattro milioni di euro. La somma comprende sia le spese vive, quelle in sostanza dettate dalla necessità di dotarsi di attrezzature, beni e anche servizi per l’applicazione delle misure di sicurezza, sia le cosiddette minori entrate. Queste in particolare fanno riferimento a tutte le iniziative messe in campo per sostenere le attività produttive e le famiglie in difficoltà.
«Si tratta di un impegno molto consistente», spiega il vicesindaco e assessore al bilancio Raffaele Daniele, «che implica uno sforzo notevole da parte dell’amministrazione, compiuto però senza esitazioni per stare vicino ai cittadini e alle imprese del territorio in questo periodo particolarmente complesso». A due milioni di euro, in sostanza la metà dell’esborso complessivo sostenuto dall’ente, ammonta infatti il sistema di esenzioni, benefici fiscali e contribuzioni attivato da marzo ad oggi. Il conto dettagliato dell’impatto economico di queste misure è stato stilato con la variazione di bilancio approvata nei giorni scorsi dal consiglio.
In particolare l’amministrazione ha impegnato 736mila euro per i buoni spesa destinati a cittadini e nuclei familiari in condizioni di disagio, 618mila euro per il taglio sull’Imu ad alberghi e strutture recettive, 402mila euro per riduzioni e rinvii sulla tassa per i rifiuti, 171mila euro per gli sconti ai titolari esercizi pubblici sull’occupazione di suolo pubblico con dehors e tavoli all’aperto, nonché 80mila euro di esenzioni e riduzione delle imposte di affissione e pubblicità. Non tutte queste risorse comunque sono direttamente a carico del bilancio comunale.
«Sull’Imu e i buoni spesa riceveremo i rimborsi da parte del governo», tiene a precisare Daniele, «ma in ogni caso per il nostro bilancio, che in gran parte è incentrato sulla ricostruzione, si tratta di interventi impegnativi». Le somme scontate a famiglie e attività produttive, infatti, vanno coperte con altre risorse. «Abbiamo sacche per l’emergenza a cui possiamo attingere», tiene a evidenziare Daniele, «sosteniamo per quanto possibile volentieri chi è in difficoltà, ma avremmo potuto utilizzare quelle cifre per altro, se non ci fosse stata l’emergenza». L’incidenza del Covid sulla contabilità comunale, tra l’altro, è ancora più rilevante se si considerano i due milioni di euro di spese vive per il contenimento del contagio. A questo capitolo di uscite vanno riferiti gli acquisti di mascherine, guanti, gel igienizzanti e altri dispositivi di protezione, ma anche attrezzature e materiale, come ad esempio i pannelli in plexiglas, per garantire il distanziamento negli uffici dell’ente.
Nella cifra sono ricompresi però anche i costi di alcuni servizi, come “Vinci il virus” la piattaforma online per i negozi che fanno asporto e consegne a domicilio, ma anche le campagne di informazione e sensibilizzazione. Senza contare i costi che l’ente sosterrà per la campagna di test rapidi sulla popolazione. L’auspicio di Daniele è che lo Stato intervenga anche su queste voci di spesa.
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