La paura della costante K e lo scoglio di Aristotele

L’Aquila, matematica o estimo: dai Geometri allo Scientifico all’Itis un sospiro di sollievo Al Liceo classico molti mugugni per la grande difficoltà della versione di Greco
L’AQUILA. «Ma la kappa che fine fa?». La studentessa esce trafelata, ha un dubbio che l'assilla. «Ma quella costante kappa che fine fa?». «Come, quella se ne va». «Ma come se ne va, mica evapora». Secondo giorno degli esami di maturità, è il giorno della prova di matematica, o di estimo, o di impianti e reti, dipende dalla scuola e dall'indirizzo. È il giorno della prova di greco per il Classico, con gli studenti che si sono trovati di fronte, con qualche mugugno vista la difficoltà, a un testo di Aristotele. E alla fine della prova è tutto un confrontare di risultati. «Alcuni quesiti sembravano non particolarmente complicati», racconta Mario Di Gianbattista, del V F del Liceo scientifico, «molto più complessa era invece l'impostazione dei problemi». Gli studenti potevano scegliere 5 quesiti tra i 10 proposti e un problema sui due proposti. Marco Marcolli, Francesco Tursini e Pierfranco Ianni, dei Geometri, si sono dovuti confrontare con Estimo, il calcolo di una successione, «tutto sommato si poteva fare». Martina Miranda e Margherita De Vito a Ragioneria hanno affrontato economia aziendale. Parlano tra loro di «mi aspettavo una nota integrativa, c'era un full costing e un direct costing...». Soddisfatte? «Abbastanza, era più semplice dei compiti degli anni passati». Per Martina Nolletti del V B Informatica il compito di sistemi e reti era «difficile, ma se uno studia si riesce a fare».(r.p.)
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