Pratola Peligna

La pipì dei cani da lavare con le bottigliette, multe fino a 500 euro. Gli animalisti ricorrono al Tar

15 Ottobre 2026

Il caso a Pratola Peligna. Parte il ricorso contro l’ordinanza della sindaca Antonella Di Nino: "Chiedere di girare con scorte di acqua per dilavare ogni singola minzione è un onere impossibile da sostenere"

PRATOLA PELIGNA. L'obbligo di lavare con acqua le urine dei cani nelle aree pubbliche finisce davanti al Tar Abruzzo: l'associazione Tutela Diritti Animali Ets, tramite il presidente Gabriele Bettoschi, ha presentato un ricorso con richiesta di sospensiva urgente per ottenere l'annullamento parziale dell'ordinanza numero 28, firmata il 5 ottobre scorso dalla sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino. Il provvedimento prevede sanzioni da 25 a 500 euro.

L'associazione, rappresentata dall'avvocato Massimo Rizzato, contesta la ragionevolezza e la proporzionalità della misura, che impone ai proprietari dei cani di munirsi di bottigliette, spruzzatori o contenitori d'acqua per pulire le superfici interessate dalle minzioni degli animali. "Chiedere di girare con scorte di acqua per dilavare ogni singola minzione è un onere impossibile da sostenere", sostiene Bettoschi, richiamando le difficoltà per anziani, proprietari di cani di grossa taglia o di più animali. L'associazione segnala inoltre la carenza di fontanelle pubbliche e sostiene che l'obbligo rischi di scoraggiare le passeggiate con i cani, con ricadute sul rapporto tra persone e animali.

Nel ricorso viene contestata anche l'efficacia igienica della misura. A sostegno delle proprie ragioni, l'associazione richiama dichiarazioni dell'infettivologo Matteo Bassetti sull'utilità limitata della sola acqua per rimuovere le urine e gli odori.