La preside del liceo Scientifico: «Così contrastiamo la droga»

6 Novembre 2022

La Guardia di finanza ha trovato dosi nei bagni, D’Amico avvia una serie di incontri di sensibilizzazione: «Il nostro obiettivo è creare un sistema virtuoso coinvolgendo famiglie, istituzioni e forze dell’ordine»

SULMONA. Liberare la scuola dagli stupefacenti e nello stesso tempo avviare un percorso didattico-educativo per rendere consapevoli i ragazzi delle conseguenze che porta l’assunzione delle droghe. Si chiama “Il Fermi per la cultura e la legalità” il progetto triennale voluto fortemente dalla dirigente scolastica Luigina D’Amico. E il primo risultato è arrivato dal blitz dei giorni scorsi della guardia di finanza che ha portato al recupero di 30 grammi di hascisc e 5 dosi di cocaina nel bagno della scuola. «Ma il nostro progetto non prevede solo controlli e repressione: è un programma più ampio e articolato per la creazione di un sistema virtuoso con il coinvolgimento delle famiglie, delle istituzioni e anche delle forze dell’ordine», spiega la dirigente del polo scientifico, «abbiamo in programma una serie di approfondimenti scientifici attraverso seminari che siano fruibili non solo agli studenti che frequentano il nostro istituto ma anche ai ragazzi delle altre scuole con l’obiettivo di creare una rete territoriale».
Il progetto ruota anche attorno al potenziamento dell’uso dei laboratori e della radio dell’istituto che, nelle intenzioni della preside, dovrebbe diventare un efficiente veicolo di comunicazione attraverso il quale i ragazzi potranno avviare dibattiti e discussioni sul fenomeno sempre più dilagante dell’uso delle sostanze stupefacenti tra i giovanissimi.
«Ma non vogliamo chiuderci nel nostro guscio», aggiunge la dirigente scolastica, «vogliamo allargare e coinvolgere altre figure professionali che con il loro contributo ci aiutino a raggiungere l’obiettivo. Confidiamo in esperti del settore che possano venire nella nostra scuola per seminari formativi. Con questo progetto riallacciamo la collaborazione con la Asl del territorio per il necessario supporto psicologico. Un percorso che ho intenzione di implementare perché dobbiamo correre in aiuto dei ragazzi che stanno uscendo dal periodo durissimo della pandemia, che ha influito in maniera determinante sui comportamenti negli ultimi due anni».
Altro punto focale secondo la preside è dare risposte certe alle famiglie che hanno da subito condiviso il progetto. «Le famiglie sono d’accordo con quello che vogliamo fare, perché la scuola deve essere un ambiente sicuro e sano sotto ogni punto di vista». Per quanto riguarda l’ultimo episodio, la preside è convinta che coinvolga una sparuta minoranza. «Il liceo Scientifico è un ambiente sano», conclude D’Amico, «ma il nostro obiettivo è di andare a stanare anche quelle piccole anomalie e curarle».
Anche il sindaco di Sulmona ha accolto con favore il progetto, mettendosi immediatamente a disposizione. «Sul caso della presenza di sostanze stupefacenti rinvenute in locali del liceo Scientifico ho espresso preoccupazione», spiega Gianfranco Di Piero, «mi sono sentito subito con la dirigente e ho avuto modo di apprezzare la sensibilità con la quale la comunità scolastica si è relazionata rispetto a questa non secondaria problematica. Da parte mia riunirò tutti i dirigenti scolastici, nei prossimi giorni, e chiamerò anche gli organi competenti dell’Asl per unire le forze e insieme operare in modo da combattere la diffusione degli stupefacenti soprattutto attraverso iniziative di prevenzione».
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