La processione torna all’antico splendore

Dopo gli anni più duri della pandemia, per Ognissanti è tornato il fiume di colore rosso dei trinitari
SULMONA. Un fiume di colore rosso cremisi ha caratterizzato il giorno di Ognissanti, con la tradizionale processione a Sulmona, tornata al suo antico splendore dopo gli anni della pandemia.
Alle 13.30 in punto la prima quadriglia di lampioni è uscita dalla chiesa della Santissima Trinità, seguita dalla due corone portate a spalla dalle consorelle e dai confratelli trinitari.
Subito dopo, il maestoso tronco, simbolo della processione del Venerdì Santo, e via via tutti gli altri partecipanti alla processione, anche con la delegazione del Comune. Davanti, la banda, che ha accompagnato il corteo sulle note del Miserere.
Il vescovo Michele Fusco, nell’omelia al camposanto, ha ricordato che tutti i credenti sono chiamati alla santità e la misericordia divina perdona i peccati e le colpe di ognuno, aprendo la possibilità di una conversione a un cammino di fede che conduca alla gioia eterna.
I sai rossi trinitari hanno fatto ritorno dal cimitero nella loro chiesa alle 19.30. Al rito hanno preso parte anche il sindaco Gianfranco Di Piero, il suo vice, Franco Casciani, e il presidente del consiglio comunale Cristiano Gerosolimo.
Alle porte della chiesa, il cappellano dell’Arciconfraternita, don Gilberto Uscategui, vedendo il lento passo dello “struscio” e i lampioni dei confratelli trinitari, ha ricordato a tutti la parabola delle vergini con le lucerne accese.
Ora tutta l’attenzione e mobilitazione dei trinitari è già rivolta alla grande processione del Venerdì Santo. Appena dopo Natale, come sempre, cominceranno i preparativi. (c.l.)
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