La Procura archivia l’inchiesta sulla mega discarica San Marcello

Nel 2016 venne sequestrata un’area di 44 ettari dove in settant’anni erano stati interrati rifiuti Non emergono responsabilità. Santilli: qualcuno si scusi, mi auguro sia finita la stagione degli esposti
CELANO. Finisce con un’archiviazione l’inchiesta sulla mega discarica di San Marcello nel territorio comunale di Celano. Era il febbraio 2016 quando l’area venne sequestrata: secondo le accuse, in 70 anni erano stati interrati mezzo milione di metri cubi di materiali «di dubbia provenienza». Tanto che si era parlato di una Terra dei fuochi tutta marsicana. Un allarme ambientale scattato cinque anni fa, con una denuncia anonima, che aveva portato i carabinieri del Noe ad accendere i riflettori anche sull’operato del Comune. «Una vicenda», ricorda il sindaco Settimio Santilli, «balzata sugli organi di stampa nazionali in maniera fuorviante e negativa».
«SOLO ILLAZIONI». Sindaco che all’indomani dell’archiviazione della Procura di Avezzano si toglie sassolini dalle scarpe. «Ricordo benissimo», dichiara Santilli, «quei giorni in cui mi vennero notificati gli atti di sequestro di 44 ettari: per dare ancora più enfasi mediatica, si parlò di una discarica abusiva di rifiuti grande 20 volte il Colosseo. Giornate convulse in cui personaggi di diverse componenti politiche, con commenti inappropriati, ancor prima che i fatti fossero accertati dalle autorità competenti, si rincorsero per prendere la primogenitura politica dello scandalo. Ma proprio io, da assessore all’Ambiente nel 2014 con l’amministrazione Piccone, feci chiudere la discarica, creando al suo posto un Centro di raccolta rifiuti differenziati e passando in città dalla raccolta coi cassonetti su strada al porta a porta che oggi ci ha portato al 75% di differenziata. Cercai di far capire in più consigli comunali dell’epoca che la normativa puntuale e specifica sull’ambiente risaliva solo al 1997 col Decreto Ronchi e nessuno poteva essere in grado di accertare con certezza l’epoca di conferimento dei rifiuti. Si fecero diverse illazioni sulle calci di defecazione conferite ai tempi dallo zuccherificio nell’enorme buca che venne creata per costruire l’autostrada A25, ma che invece all’epoca venivano addirittura considerate come ammendante per i terreni. Come si fecero anche diversi riferimenti a notevoli quantità di rifiuti tossici e pericolosi provenienti da più parti d’Italia che negli anni erano stati interrati oltre che nella discarica di San Marcello anche in diversi terreni privati anche questi sequestrati».
CROSSODROMO E BONIFICA. Fu sequestrato anche il crossodromo che si trova nell’area. Nel frattempo, il Comune avviò un’attività di bonifica e attraverso l’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) una serie di indagini nel sottosuolo per scoprire quali tipologie di rifiuti fossero state smaltite. E soprattutto capire se le falde acquifere fossero state inquinate. «Le analisi effettuate negli anni e conservate agli atti in Comune», riprende Santilli, «hanno dimostrato il rispetto dei limiti di legge sanciti dal Testo unico sull’ambiente. Queste azioni quantomai doverose, e mirate a fare chiarezza prima possibile negli interessi della salute pubblica, dell’ambiente e dell’economia locale, ormai quasi esclusivamente a vocazione agricola, negli anni, sono costate centinaia di migliaia di euro al Comune e quindi alle tasche dei celanesi, per addivenire oggi all’archiviazione delle indagini. Notizia che ovviamente accolgo con estremo piacere, ma che al contempo non può che lasciarmi amaro in bocca».
LE SCUSE. Santilli dice di «non aspettarsi scuse, ma sarebbero quantomai doverose quelle verso Celano, gli agricoltori del Fucino e gli appassionati del crossodromo. Mi auguro che la stagione degli esposti sia terminata, perché non ha mai portato a nulla, se non a minare irrimediabilmente l’immagine di Celano. Voglio tuttavia ringraziare quanti hanno concorso a far chiarezza su questa vicenda, dalla Procura ai carabinieri del Noe, fino all’Aciam, all’avvocato Antonio Milo e al capo di gabinetto Massimiliano Forte».
RIQUALIFICAZIONE. Il Comune ha allo studio un progetto di risanamento e riqualificazione ambientale dell’area di San Marcello. «Il Recovery plan», è l’obietivo di Santilli, «prevede importanti finanziamenti nel settore ambientale». (r.rs.)
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