La protesta dei legali: «File di 60 persone agli sportelli»

L’AQUILA. L’emergenza Covid non manca di creare problemi anche a palazzo di giustizia dove i tempi per le pratiche, già di per sé lunghi, sono ancora più lenti. E si corrono anche dei rischi. «Volevo...
L’AQUILA. L’emergenza Covid non manca di creare problemi anche a palazzo di giustizia dove i tempi per le pratiche, già di per sé lunghi, sono ancora più lenti. E si corrono anche dei rischi. «Volevo sapere», scrive l’avvocato Ubaldo Lopardi, in una nota inviata alla segreteria del tribunale, al presidente dell’Ordine forense, Maurizio Capri e altri colleghi che rappresentano istituzionalmente la categoria, «se è normale che i miei collaboratori, tutti avvocati, si trovino a fare una fila con sessanta persone, se non di più, mentre per tutelare magistrati e cancellieri si usano, giustamente, tutele ben maggiori. Facciamo presente che noi siamo costretti a fare le file per svolgere la nostra attività che, contrariamente ad altri operatori dello stesso settore, non viene remunerata automaticamente ogni mese». Ora, come è scritto nella nota, si aspettano dei riscontri a questa presa di posizione condivisa da molti frequentatori degli uffici giudiziari. Le norme dettate per l’accesso agli uffici giudiziari sono rigide e non è concesso di entrare a nessuno tranne che agli addetti ai lavori. Tra le disposizioni più esplicite l’invito a «personale amministrativo e magistratuale a voler privilegiare, per le riunioni di lavoro e, in genere per le comunicazioni tra più persone, lo strumento telematico limitando gli spostamenti interni a palazzo di giustizia a quelli assolutamente necessari». C’è poi l’invito agli avvocati a restare il meno possibile negli uffici, ma forse le file, al momento della redazione del regolamento, non erano state contemplate. (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

