La protesta di Nurzia: «Fatemi riaprire il bar»

21 Maggio 2020

Presidio davanti alla storica attività di piazza Duomo ancora bloccata  Solidarietà alla titolare dal sindaco Biondi e dalla deputata Pd, Pezzopane

L’AQUILA. Furgoncino rosso con cartello esplicativo: «16-04-2016 20-05-2020 Basta Basta». Così Natalia Nurzia, proprietaria dello storico bar di piazza Duomo, ieri mattina ha inscenato una protesta per denunciare le «lungaggini burocratiche» che le impediscono di tornare a riaprire la sua attività nella storica sede.
«Sono quattro anni che sto fuori dal bar», dichiara Natalia. «È tutto pronto: ho sentito la ditta. Hanno anche spolverato: mancano solamente i lampadari e la macchina del caffè. Il locale è grande per ospitare la clientela con tutte le misure di sicurezza. È tutto attrezzato: sono arrivata al limite e non è giusto che debba rimanere chiusa per una presa di posizione. Non lo so, sinceramente, perché non posso rientrare: ho scritto a tutti, dal direttore dei lavori ai progettisti. Ma nessuno finora mi ha mai dato una risposta».
Solidarietà dal sindaco Pierluigi Biondi, che ha fatto un salto al presidio. «Nurzia è sinonimo di aquilanità e già nel post-terremoto ha sfidato le difficoltà, riaprendo tra i primi. Abbiamo sollecitato affinché si trovi una soluzione, così da rivedere presto il bar Nurzia in piazza Duomo». Secondo Biondi «il Comune, purtroppo, può fare solamente da spettatore, noi abbiamo sollecitato il consorzio e la struttura tecnica e l’impresa affinché si possa dare la possibilità di riaprire a questo locale storico».
Anche la deputata Pd Stefania Pezzopane ha fatto visita al bar Nurzia. «Non lasciamo sola Natalia. Vuole riaprire il suo storico locale, il primo bar a riaprire dopo il 6 aprile e ora l’ultimo in piazza Duomo. Il suo locale ha ultimato i lavori e anche altre porzioni dell’immobile sono completate. Basterebbe un’agibilità parziale come è stato fatto tante volte in passato. Il presidente del Consorzio e il direttore lavori possono chiederlo, le norme lo consentono. E l’amministrazione dovrebbe solo prenderne atto».(e.n.)