La protesta divide i commercianti

Cna, Confesercenti e Ascom si dissociano: manifestare di giovedì non ha senso, i negozianti devono aprire anche la domenica
SULMONA. Si spacca il fronte della protesta organizzata dai commercianti del centro storico, che fanno capo all’associazione Sulmona fa centro. Alla vigilia della serrata con corteo, lumini e sit-in, arrivano le defezioni delle associazioni di categoria. La presa di distanza, però, non scoraggia i negozianti che si sono dati appuntamento intorno alle 9 di questa mattina in tre postazioni diverse (piazza Tresca, piazza Garibaldi e corso Ovidio Sud) da cui si muoveranno in direzione del Comune, chiudendo i loro negozi al passaggio del corteo e mettendo dei lumini alle vetrine.
«Quello che vogliamo fare è consegnare nelle mani del sindaco e di tutta la giunta le nostre proposte», avverte Franco Ruggieri, tra i promotori dell’iniziativa e referente della Cna, «perché il centro storico chiama in causa diverse questioni». La prima richiesta si riferisce alla ripartenza dell’edilizia per ripopolare il centro, far tornare uffici, scuole e servizi. Secondo i commercianti, poi, si dovrebbe attuare una proposta di marketing territoriale ben organizzata per non affidare al caso o alla buona volontà di qualcuno i flussi turistici. Sulla calda questione della pedonalizzazione, gli esercenti non si dicono contrari, ma chiedono una razionalizzazione.
«È inutile tenere la zona a traffico limitato in inverno fino alle due di notte, quando non c’è nessuno», aggiunge Ruggieri. Netta la bocciatura dell’iniziativa da parte di Pietro Leonarduzzi, della segreteria regionale Confesercenti.
«Abbiamo partecipato ai confronti col Comune, dove tutti eravamo d’accordo, poi se una volta finiti gli incontri si comincia a lavorare sotto traccia non possiamo accettarlo», fa notare, «si tratta di una strumentalizzazione. Non capiamo come si faccia a parlare di rivitalizzazione del centro storico, lamentarsi della crisi e continuare a stare chiusi la domenica o nei giorni di maggiore presenza turistica. L'abolizione dei parcheggi a pagamento potrebbe essere di aiuto, come capire che le esigenze sono cambiate e che aprire poche ore al giorno soprattutto in inverno non paga. In più, come si fa ancora a dividersi in mille associazioni diverse, quando bisogna ragionare in termini territoriali? E soprattutto che senso ha organizzare una protesta di giovedì, giorno di chiusura delle attività commerciali? La gente non se ne accorgerà nemmeno».
Prende le distanze anche Claudio Mariotti, presidente Ascom Fidi. «Abbiamo 1.492 iscritti, ma non siamo stati coinvolti», fa notare – le strumentalizzazioni non ci interessano e i commercianti devono adeguarsi ai cambiamenti».
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