La protesta: in via dei Colonna alberi tagliati

11 Giugno 2015

Una cittadina: il Comune ha autorizzato l’abbattimento, c’erano voluti tanti anni per farli crescere

L’AQUILA. Dalla cittadina Mariastella Calcagnini riceviamo e pubblichiamo: «C’era una volta via dei Colonna. Una piccola strada alla periferia della nostra tormentata città, piccola sì ma costeggiata di alberi. Tanta ombra, profumo di resina e canti di uccelli. Lunghi rami scompigliati dalle mille sfumature di verde, come solo la natura sa creare. C’erano voluti tanti anni perché crescessero così belli e rigogliosi. Anche grazie a loro il nostro quartiere era meno rigido e soffocante: non solo muri dritti e marroni e strade asfaltate e grigie, ma anche linee imprevedibili piena di vita e di ossigeno. Ma oggi un mostro di ferro sta distruggendo tutto questo di fronte a uno dei proprietari degli alberi, che assiste attonito e addolorato. Quegli alberi facevano parte della storia della sua casa, della sua famiglia e di tutti noi. Mentre il mostro di ferro lavora infaticabile intorno a noi si spande un aroma intenso di resina: peccato che ora è un odore di distruzione. Tutto legale, naturalmente! Abbattere trenta alberi meravigliosi è perfettamente lecito, tanto di carta del Comune firmata e protocollata. “Perché ti stupisci?” direte voi. Avete ragione, quanti alberi sono stati legalmente abbattuti nella nostra città negli ultimi due anni ? Tanti, troppi, basta. Non vogliamo gli striminziti alberelli freschi di serra dalle forme più assurde che sono stati piantati sui marciapiedi o in mezzo alle tante rotatorie … deviate le strade, spostate i muri, ma abbiate il coraggio di curare e difendere i nostri grandi alberi. Solo un esempio: Piazza d’armi è diventata un inferno di sole e palazzi, lo sport non aveva bisogno di ossigeno? Il Progetto Case ci ha insegnato che vivere in abitazioni forse un po’ piccole e precarie è piacevole se immerse in giardini pieni di verde dove i bambini e i ragazzi possono scorrazzare e giocare, piuttosto che “avvelenarsi” di videogiochi, e gli anziani possono chiacchierare seduti su una panchina sotto le fronde di un albero, invece che vivere la loro quotidiana solitudine televisiva. Purtroppo gente “precisina” vuole pulizia, ordine, sicurezza: non bastava potare gli alberi, sfoltirli se ce n’erano troppi, rinforzare il muretto che li separava dalla strada. No, via tutto. Spero che queste persone vivano felici nel loro mondo arido, in cui è permesso al massimo che cresca qualche geranio sul balcone».