La protesta: Villa Sant’Angelo penalizzata da strada chiusa

VILLA SANT’ANGELO. Da sette anni Villa Sant’Angelo è tagliata fuori dal flusso turistico diretto alle grotte di Stiffe, a causa della viabilità che ancora risente delle ferite inferte dal terremoto...
VILLA SANT’ANGELO. Da sette anni Villa Sant’Angelo è tagliata fuori dal flusso turistico diretto alle grotte di Stiffe, a causa della viabilità che ancora risente delle ferite inferte dal terremoto del 2009. Il problema nasce dalla chiusura della strada principale sulla quale si affacciano due abitazioni pericolanti, ancora in attesa di essere abbattute. L’alternativa è rappresentata dalla strettoia di Fossa, un vero percorso a ostacoli: oltre al manto stradale dissestato, la segnaletica è carente, creando confusione tra gli automobilisti meno esperti che magari vi transitano per la prima volta. Il danno maggiore, tuttavia, è per le attività commerciali, che lamentano vistosi cali di fatturato. A protestare per questa situazione, che diviene ogni giorno sempre più pesante, sono Pietro Biondi, titolare di una tabaccheria e rivendita di giornali, Angela Oviedo, che gestisce un centro estetico, Andreina Di Cola, proprietaria di un bar, il farmacista Enrico Cutarella, Carmen De Michele, proprietaria di un negozio di generi alimentari, i titolari di Rovo Carni e tutti i ristoratori della zona. «Quella strada» dice Biondi «non è adatta al transito di automobili di una certa dimensione, e oltretutto non è sicura, perché priva di protezione laterale. A utilizzarla quotidianamente sono gli abitanti di Campana (Fagnano), Stiffe (San Demetrio), Villa Sant’Angelo, Tussillo e Casentino. Mi meraviglia l’atteggiamento della società che gestisce le grotte di Stiffe, che ha messo manifesti in tutta Italia per richiamare visitatori, e poi non riesce ad assicurare un minimo di viabilità sul posto. Dopo questo sfogo mi rivolgo prima al Comune di Fossa, poi al presidente della Provincia, e infine al prefetto affinché mettano riparo a questo scempio che si sta perpetrando a danno di questi paesi».
Pietro Biondi percorre quella strada quattro volte al giorno per recarsi nella sua attività commerciale. «Un amico mi ha detto che ha spaccato due volte la coppa dell’olio della sua macchina. Per non parlare di cosa potrebbe succedere in inverno, con il ghiaccio».(a.bag.)
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